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Il problema

Caos tamponi: a Bergamo 17 giorni di attesa per i molecolari e quelli rapidi sono finiti

L'aumento dei contagi e il fenomeno dei tamponi natalizi rischia di compromettere il tracciamento

Caos tamponi: a Bergamo 17 giorni di attesa per i molecolari e quelli rapidi sono finiti
Attualità Bergamo, 27 Dicembre 2021 ore 12:33

Come si era già anticipato settimana scorsa, l'aumento dei contagi e la preoccupazione dei cittadini ha fatto moltiplicare le domande di test per rilevare l'infezione da Covid-19, così come il ricorso a quelli fai-da-te nelle farmacie e nei supermercati. Il risultato è che molti non riescono a fare più né l'uno né l'altro, perché la disponibilità è diventata estremamente limitata. Per questo la Regione oggi metterà in campo una task force.

Per quanto riguarda i tamponi molecolari, prescritti da medici di base o alla fine della quarantena per verificare la presenza o il perdurare dell'infezione da coronavirus, a Bergamo ci vogliono ormai diversi giorni per poterne effettuare uno. Secondo le tabelle a disposizione dei medici di famiglia, prenotando oggi 27 dicembre 2021, si va al 13 gennaio 2022 per i primi appuntamenti disponibili. A volte bisogna recarsi addirittura fuori provincia per potersi sottoporre a questa tipologia di test, scelto in questi casi poiché più affidabile di quelli rapidi, e l'esito arriva in certi casi dopo due-tre giorni. Secondo l'allarme lanciato da medici e operatori sanitari, ciò potrebbe compromettere in breve tempo le operazioni di tracciamento.

Nel caso in cui invece, in seguito a sintomi o sospetti contatti con positivi, si volesse effettuare un tampone rapido in farmacia o uno fai-da-te, disponibile anche nei negozi, non ci si potrebbe riuscire con facilità. Infatti le agende dei farmacisti sono piene di prenotazioni, per cui molto spesso l'unica possibilità è trovare posto dopo che qualcun altro ha disdetto il suo appuntamento, mentre gli scaffali, anche nei supermercati, sono stati svuotati e in molte rivendite sono esauriti. La causa principale, oltre alla crescita dei contagi, è il fenomeno del cosiddetto "tampone natalizio": molti cittadini, pur non avendo sintomi e non convivendo con persone fragili, ricorrono al tampone semplicemente per stare più sicuri nell'andare a cene e riunioni durante le feste, anche se vaccinati.