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Carenza di medici in Bergamasca, le prossime azioni per sopperire al problema

Incontro tra Regione, Ats e sindaci. La Cad diffusa funziona e presto gli appuntamenti si penderanno in farmacia. Si valuta la riapertura delle Cad "ordinarie"

Carenza di medici in Bergamasca, le prossime azioni per sopperire al problema
Attualità 23 Luglio 2022 ore 16:46

Un incontro tra Welfare di Regione Lombardia, Direzione di Ats, Consiglio di rappresentanza dei sindaci di Bergamo, presidente delle Assemblee dei sindaci dei Distretti e degli Ambiti distrettuali. Tema: carenza dei medici di medicina generale, ossia i medici di famiglia in Bergamasca.

All'interno della riunione tenutasi ieri mattina – 22 luglio – si è discusso soprattutto dell'avvio della Cad (Continuità assistenziale diurna) diffusa, che permette grazie alla disponibilità di 82 medici di sopperire al 92 per cento della domanda dei circa 21 mila pazienti rimasti senza medici di assistenza primaria.

Per coprire completamente il fabbisogno dei pazienti, basterebbe che i quindici medici che hanno risposto all'ultimo bando di Ats Bergamo avviassero la propria attività in maniera omogenea sul territorio. Tuttavia, la scelta di dove collocarsi è a discrezione del professionista: il prossimo 28 luglio Ats incontrerà questi medici, segnalando loro le zone che presentano maggiore necessità.

Parallelamente, nelle zone particolarmente disagiate sarà valutata la riapertura delle Cad ordinarie, in accordo con gli amministratori comunali. Nei prossimi giorni Ats e sindaci individueranno i territori in cui attivare il servizio. Un'altra gradita novità arriverà a partire da agosto presso le farmacie del territorio, grazie al supporto di Federfarma.

I pazienti potranno infatti prenotare un appuntamento per visite, emissioni di ricette e certificati da parte di un medico di base direttamente al farmacista che – a titolo gratuito – individuerà lo slot orario presso il medico più vicino e aderente all'iniziativa. Al 22 luglio erano 207 le farmacie bergamasche aderenti all'iniziativa, ovvero il 63 per cento del totale, un dato in continuo aumento grazie all'attività di reclutamento avviata dal Servizio farmaceutico territoriale.

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