Attualità
Accesa polemica

Catechisti in rivolta a Vertova: «Don Giovanni, è vaccinato?». E alla fine il prete s'è vaccinato

Il sospetto è nato per alcune prese di posizione del parroco. Un lungo braccio di ferro, l'intervento degli altri preti e tre giorni fa...

Catechisti in rivolta a Vertova: «Don Giovanni, è vaccinato?». E alla fine il prete s'è vaccinato
Attualità Val Seriana, 04 Dicembre 2021 ore 09:15

di Giambattista Gherardi

Per una ventina di giorni la domanda è circolata insistente fra i volontari della parrocchia e le famiglie di Vertova: «Ma il parroco è vaccinato contro il Covid-19?». Un quesito più che lecito (cui solo tre giorni fa è arrivata risposta affermativa), considerate le raccomandazioni di Papa Francesco, della Conferenza Episcopale italiana, di quella lombarda e del vescovo Beschi. La polemica, a tratti accesa, è montata non poco e in paese per giorni non si è parlato d’altro, poiché alla prova dei fatti il prevosto don Giovanni Bosio (a Vertova dal 2012) vaccinato non era.

I primi dubbi sono cresciuti in oratorio, dove don Giovanni sovrintende alla catechesi per bambini e ragazzi, anche attraverso momenti di preghiera nella piccola chiesa annessa alla struttura. A molti è parso inopportuno che le attività, pur con le prescrizioni di distanziamento di legge, potessero svolgersi in spazi sostanzialmente ridotti e, a detta di alcuni, senza che il sacerdote indossasse regolarmente la mascherina. La notizia della mancata vaccinazione, in seguito ammessa dall’interessato, ha fatto sì che il gruppo di volontari e catechisti si attivasse da un lato per far pressioni sul sacerdote (affinché provvedesse al vaccino o in subordine ai tamponi) e dall’altro per informare via WhatsApp le famiglie riguardo la sicurezza sanitaria dei bambini, considerando i molteplici contatti cui un sacerdote è necessariamente esposto.

Non è un caso che il vescovo abbia ribadito la linea diocesana lo scorso 9 ottobre, con un comunicato che richiamava espressamente «le situazioni di sconcerto createsi nelle parrocchie di Mapello e Ambivere», dove i sacerdoti avevano creato un “fondo tamponi” per sostenere i non vaccinati. Monsignor Beschi ha sottolineato come la necessità di ricorrere al vaccino «è una indicazione che richiede di tradursi, come obbligo morale, e per quello che è previsto, di obbligo legale, in comportamenti coerenti, dettati da uno spirito di sintonia ecclesiale e di responsabilità da parte di coloro che rivestono compiti di guida nelle comunità».

Un invito esplicito che fa il paio con la nota informativa della Curia diramata per i collaboratori parrocchiali, che ricorda le parole di Papa Francesco e sottolinea che l’appello alla vaccinazione «interpella le coscienze di tutti, soprattutto di chi è impegnato in modo particolare nell’incontro con i ragazzi, con gli anziani, con i fragili. In modo peculiare i sacerdoti e i diaconi, i ministri straordinari della comunione, i catechisti, gli educatori, gli animatori maggiorenni, i volontari, i coristi e i musicisti».

Nei racconti di molti parrocchiani vertovesi emergono i tratti accesi di una polemica che ha rischiato di degenerare. (...)

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