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Cavalcavia di San Bernardino chiuso solo in uscita da aprile, a giugno lo stop totale

In occasione del primo tavolo operativo sui cantieri, il Comune ha dato aggiornamenti sui lavori: modifiche anche per Grumellina e via Moroni

Cavalcavia di San Bernardino chiuso solo in uscita da aprile, a giugno lo stop totale
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di Marta Belotti

Sono tanti i cantieri in corso a Bergamo e ancora lo saranno, se non di più, nei prossimi mesi. Per questo il Comune, e in particolare l'assessorato alla Mobilità, ha creato un tavolo di lavoro operativo con enti pubblici, associazioni di categoria, istituti scolastici, nonché i mobility manager delle principali aziende presenti nell'area urbana per collaborare sui flussi, le problematiche e le possibili soluzioni riguardanti viabilità e traffico in questi mesi così caldi.

Oggi, 1 aprile, si è tenuto il primo incontro, che ha visto convocati i mobility manager, ovvero quelle figure individuate da aziende con più di cento dipendenti, e intervenire l'assessore alle Politiche della mobilità, Marco Berlanda, il dirigente della direzione del Comune di Bergamo, Silvano Armellini, il direttore dell'Agenzia per il Tpl del bacino di Bergamo, Marcello Marino, il direttore generale di Atb, Liliana Donato, e il docente universitario Matteo Colleoni della Bicocca di Milano.

Novità su Grumellina e via Moroni

In questa occasione, nel tracciare un quadro complessivo dei cantieri in corso e quelli in arrivo, sono emerse anche alcune novità sull'andamento dei lavori, tra questi, la riapertura dell'uscita della Grumellina prevista indicativamente il 30 aprile con un ritardo quindi di circa un mese e del doppio senso in via Moroni (già parzialmente riaperto). Si tratta in entrambi i casi dell'avanzare dei lavori legati all'e-Brt.

Via San Bernardino: chiusa a metà

La novità principale riguarda però il cantiere per il raddoppio e nello specifico la chiusura del sottopasso di via San Bernardino con conseguente chiusura di entrambi i fornici. Questi lavori, in capo a Rfi, prenderanno il via a metà aprile (intorno al 14/15). Inizialmente, sembrava che questi avrebbero bloccato fin da subito l'entrata e l'uscita dalla città. Non sarà così, almeno fina alla fine delle scuole.

Tra aprile e giugno verranno infatti avviati e completati i lavori ai sotto servizi, che sono preliminari all'intervento vero e proprio. Silvano Armellini ha spiegato: «Siamo riusciti a evitare limitare il divieto all'uscita dalla città. Quindi fino a metà giugno, prima che chiudano le scuole, si potrà entrare in città, ma non si potrà uscire. Stiamo facendo anche delle simulazioni  per capire dove si muoverà il traffico e offrire poi le soluzioni migliori».

Chiusura totale per 9 mesi

Una volta che il cantiere vero e proprio inizierà, allora la chiusura totale non sarà più evitabile. Da quanto emerso nel confronto di oggi, questa sarà limitata ai dintorni del ponte, e non interesserà quindi la via nella sua totalità, cercando così di ridurre per quanto possibile i disagi per aziende e attività commerciali lungo la via. Da quel momento, però, i lavori dureranno per un tempo stimato in ben nove mesi.

Il danno economico

Proprio su questo tempo e delle perdite registrate dalle aziende a causa dei cantieri ha chiesto conto in un intervento anche Confcommercio Bergamo, sottolineando come alcune attività di via Moroni abbiano registrato in questi mesi di chiusura un calo anche del trenta per cento del fatturato. Sul punto l'assessore Berlanda si è detto disponibile ad avviare una discussione, premettendo che «in via Moroni, e così faremo anche in futuro, siamo sempre stati molto attenti a garantire l'accesso a tutti i passi carrai e alle attività. Attualmente, non ci sono i presupposti per chiedere un danno patrimoniale per queste attività, se questo è il punto».

Dal sito Bergamo 2030, tramite Google

L'importanza del tavolo

Oltre alla questione posta da Confcommercio, l'incontro ha visto l'intervento anche di altri mobility manager e una partecipazione sui 94 invitati pari a una trentina di presenti in sala e cinque collegati da remoto. il direttore dell'Agenzia del Tpl Marcello Marino ha sottolineato: «Tavoli di questo tipo sono molto importanti perché consentono di trasferire informazioni e la comunicazione in questi casi è fondamentale. Può sembrare forse un'operazione formale, ma in realtà è imprescindibile, in quanto parlarsi è il primo passo per creare delle alternative efficaci. L’invito quindi è mettersi in contatto per collaborare».

L'obiettivo

Berlanda ha spiegato: «L'obiettivo di questo incontro sta nell'arrivare a una diminuzione della congestione del traffico evitando anche quelli che sono dei sovraccarichi temporali. Ridurre banalmente la concentrazione degli spostamenti casa-lavoro, magari creando delle entrate e delle uscite alternate, compatibilmente con le tipologie di impiego».

Sul sito Bergamo2030 sono disponibili le informazioni aggiornate di volta in volta sul traffico.

Commenti
volantex

@Marcello: mi saprebbe dire il contrario di smart working?

Marcello

Una cosa molto intelligente che le aziende con sede in centro potrebbero fare sarebbe incrementare le possibilità di smart working per i propri dipendenti, almeno fino a che non sarà finita questa follia di lavori stradali tutti in contemporanea. Meno trasferimenti casa-ufficio-casa, uguale meno traffico. Non lo faranno!

Giuseppe Francesco

Ottimo. Peccato che non chiudano anche il tunnel da via S.Giovanni Bosco verso via Bonomelli, almeno non rischierei di morire ogni maledetta mattina. Vedrete che dal 6 giugno magicamente il traffico sparirà.

Alberto

La chiusura di via San Bernardino è follia pura. Per il secondo binario verso Curno si sarebbe sicuramente potuta trovare un'altra soluzione, come anni fa quando avevano fatto il raddoppio verso Treviglio. Ferrovie scandalose: ai tempi per raddoppiare 20 km disagi minimi; oggi per raddoppiare 5 km 3 anni di disagi.

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