Bergamo, via Camozzi

Centocinquanta appartamenti dove c'era la sede Italcementi: in centro arrivano le famiglie

Il progetto di massima presentato da FerrettiCasa: «Un intervento di qualità, senza strafare». Via gli edifici esistenti, tranne uno

Centocinquanta appartamenti dove c'era la sede Italcementi: in centro arrivano le famiglie
Attualità Bergamo, 17 Luglio 2021 ore 10:15

di Angela Clerici

Addio Italcementi, addio uffici. Nasceranno appartamenti nella storica sede dell’industria bergamasca, arriveranno le famiglie. Saranno centocinquanta abitazioni, che probabilmente ospiteranno 450-500 persone. L’area della vecchia sede è stata acquistata da FerrettiCasa dalla società tedesca HeidelbergCement, dal 2016 proprietaria di Italcementi.

Ferretti non ha conferito l’incarico di progettazione direttamente a un architetto o a uno studio: ha bandito un concorso per il migliore studio di massima; hanno partecipato cinque grandi studi, alla fine la giuria, composta da rappresentanti di Ferretti e da professionisti esterni, ha giudicato la proposta dello studio milanese “Lombardini 22” come la migliore. “Lombardini 22” prende il nome dall’indirizzo dello studio, che comprende decine di professionisti: è forse il più importante studio di architettura di Milano.

Il progetto di FerrettiCasa è rilevante per il centro di Bergamo, segna un momento importante della riqualificazione di questo luogo, porta la gente, le famiglie nel cuore della città. Un risultato importante: l’ex sede Italcementi era un vuoto, rischiava di diventare un “buco nero” nel centro cittadino. L’arrivo dell’impresa di costruzione rappresenta la possibilità di voltare pagina.

Spiega Roberto Ferretti, direttore marketing della società: «È un’area per noi importante, strategica, nel cuore della città, un posto centrale. È un ambito di 12 mila e 300 metri quadrati, non piccolo. La nostra idea è di abbattere gli edifici esistenti, tranne uno, sull’angolo verso via Madonna della Neve. Non si tratta di costruzioni di pregio, da conservare. Ci sarebbe eventualmente l’ingresso su via Camozzi che mantiene un certo pregio architettonico e, soprattutto, di memoria storica. Non abbiamo ancora deciso se e come lasciare un segno della realtà passata, della realtà industriale, della presenza di Italcementi. Tra l’altro so che questa era un’area industriale della città, che lungo la via Madonna della Neve scendono due rogge, oggi coperte che anticamente esisteva un mulino... Studieremo questi dettagli e decideremo».

Il vincitore del concorso è un progetto di massima, ancora da definire con precisione. Dovrà affrontare anche un percorso nel Comune di Bergamo, attraverso le commissioni, che suggeriranno eventualmente delle modifiche.

Il progetto prevede abitazioni di altezza contenuta, massimo cinque piani, che si sviluppano a corte, lasciando uno spazio vuoto al centro che diventerà una piazza con molto verde, circa cinquemila metri quadrati. Continua Ferretti: «Vorremmo che diventasse uno spazio pubblico, nelle ore diurne. Il fronte degli edifici su via Camozzi arretrerà di qualche metro per dare più agio al passaggio dei pedoni e forse dei ciclisti. La nostra progettazione è di qualità, ma non vogliamo fare cose straordinarie, procediamo con oculatezza, avendo presente la tradizione bergamasca, il modo di costruire di questa città, che non è facile da soddisfare. Noi andiamo bene, le nostre proposte hanno successo. Ma non è sempre così, ci sono insediamenti belli e recenti, non nostri, che sono rimasti vuoti per metà. Noi seguiamo una strada attenta alla realtà, alle esigenze dei cittadini; tutte le nostre abitazioni sono in classe energetica A4, il massimo. Anche queste case di via Camozzi avranno pompe di calore, impianti fotovoltaici, tetti verdi per l’isolamento, le facciate ventilate… Tutto con attenzione, qualità, senza volere strafare».

Una zona centrale, molto appetibile. Ferretti parla di sobrietà, di qualità e realismo. Di desiderio di valorizzare l’intorno, compresa la chiesetta della Madonna della Neve, unico edificio costruito a Bergamo dal clusonese Cosimo Fanzago, l’architetto che fece delle meraviglie nella Napoli barocca. Il progetto prevede l’inserimento di spazi per il lavoro comune (“coworking”) e per l’essere in forma (fitness). L’inizio dei lavori è fissato per i primi mesi del 2022 (...).

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