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«Con i lavori per il raddoppio, a scuola non ci arrivo più», dice una studentessa che le ha provate tutte

La ragazza di Calusco, che deve andare al plesso di zona ospedale del Liceo Falcone, racconta le problematiche del servizio sostitutivo

«Con i lavori per il raddoppio, a scuola non ci arrivo più», dice una studentessa che le ha provate tutte
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di Marta Belotti

«Prima che iniziassero i lavori per il raddoppio, ogni giorno era comunque un'incognita, perché i treni sono da sempre in ritardo. Ora però, con la sospensione del collegamento Bergamo-Ponte, è davvero impossibile: a scuola non ci arrivo più!». Inizia a raccontare così una studentessa del Liceo Linguistico Falcone, la cui classe si trova nel plesso vicino all'ospedale.

La prima opzione

La ragazza abita a Calusco e, con l'introduzione del servizio sostitutivo, ha provato tutte le soluzioni possibili, sia quella di prendere il treno fino a Ponte e poi la navetta (l'unico servizio che ferma in zona Ospedale), sia quella del pullman punto-punto con poi spostamento in zona Ospedale tramite l'Atb. «I primi giorni ho provato il sistema del treno con navetta, ma presto ho dovuto desistere - spiega -. Tra ritardo del treno e ritardo dei bus, arrivavo a scuola alle 8.50, qualche volta anche alle 9: un'ora dopo l'inizio delle lezioni».

Da qui l'idea della studentessa, e di altri come lei, di provare a prendere l'autobus punto-punto, che però non ferma in zona ospedale e arriva direttamente in stazione. «Questo sistema funzionava bene, perché partivo alle 6.40 da Calusco, arrivavo a Bergamo alle 7.15 al più tardi e da lì avevo il tempo di prendere il pullman numero 8 dell'Atb e arrivare a scuola in tempo». Soluzione trovata quindi, anche se a un prezzo decisamente più alto, perché questo sistema, che comprende treno e Atb, costa alla ragazza 93 euro (il prezzo della "Io Viaggio"), necessari per integrare i due servizi. L'abbonamento mensile del treno è invece di 53 euro (35,50 se scatta il bonus ritardi, come spesso accade).

Il cambio orari deleterio

«Peccato che poi abbiano posticipato il bus diretto da Calusco alle 6.50 (dal 4 marzo, ndr) - continua la studentessa -. La conseguenza è che si arriva alla stazione di Bergamo alle 7.55. Quei pochi minuti di differenza in partenza diventano molti di più in arrivo, perché a Treno si forma la coda, e poi anche in superstrada. Si rimane imbottigliati nel momento più caotico per il traffico. Per me diventa così impossibile arrivare in aula in tempo, dato che devo prendere anche l'8. La mia richiesta, e così anche quella di molti altri studenti, sia del Falcone, sia di altre scuole, è di tornare agli orari di prima. Pensavano di avvantaggiarci, invece ci hanno complicato tutto».

La questione si gioca sul fatto che, se per alcuni studenti le cui scuole sono vicine alla stazione arrivare alle 7.15 è presto, per un numero più ampio diventa invece determinante per avere il tempo necessario a raggiungere il proprio istituto.

I problemi al ritorno

Anche sul ritorno la situazione non è migliore: «Se per l'andata hanno posticipato i bus, li hanno anticipati invece per il ritorno. Prima erano alle 12.08, 13.08, 14.08 e ora invece sono sempre a un minuto dopo l'ora spaccata. Questo significa che, benché per noi studenti sia possibile chiedere l'uscita anticipata di dieci minuti, comunque non riusciamo ad arrivare per tempo. È vero, a casa non possono metterci "ritardo" come a scuola, ma per noi significa dover aspettare molto, bazzicare in stazione e ritardare tutti gli impegni del pomeriggio».

Paura alla pensilina 12

Non solo, la studentessa segnala un ulteriore problema sul ritorno: «Se all'andata ci lasciano in stazione, il bus per tornare a casa parte invece dall'ultima pensilina delle autolinee, la 12, da tutti conosciuti come "quella dei barboni". Capisco che siano persone con problemi e difficoltà, però effettivamente la loro presenza rende noi studenti, e soprattutto studentesse, inquieti. Un ragazzo una volta è stato minacciato con un coltello da una persona che voleva il suo cellulare. Non si contano poi gli episodi in cui dei tossici o degli spacciatori arrivano a chiederci se vogliamo comprare qualcosa da loro. Il più delle volte non sono aggressivi, ma comunque non fa piacere. Senza contare che alcuni prendono il bus, senza biglietto, e si aggiungono a noi che già stiamo stretti».

Sovraffollamento e assenza di controlli

Il problema del sovraffollamento è noto a Calusco, dove già numerose segnalazioni hanno portato avanti la richiesta di aumentare a quattro il numero di autobus. E allo stesso modo, altre testimonianze hanno sollevato la questione del controllo biglietti. La studentessa sottolinea: «All'andata non mi è mai capitato di vedere che venissero controllati i biglietti, se non proprio per la prima volta questa mattina (6 marzo). Al ritorno il personale Trenord c'è stato solo all'inizio, giusto fino a metà febbraio Poi nulla».

Commenti
Mary

Dal 05 febbraio andare al lavoro è diventato un calvario. Il problema nasce dai treni sempre in ritardo, poi a Ponte San Pietro con le navette si resta imbottigliati nel traffico. È un costante arrivare in ritardo. Basterebbe dare la possibilità anche ai lavoratori, di poter accedere ai bus Punto Punto aumentando la disponibilità dei mezzi.

Gabriele

Sono sicuramente richieste ragionevoli. Anche io quando ero studente mi sono scontrato con la problematica dei trasporti, per cui mi auguro che le loro richieste vengano ascoltate e aumentino le corse, cambiando al contempo gli orari per agevolarli.

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