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il premio di fondazione onda

Cura del tumore alla prostata: "Bollino Azzurro" al Papa Giovanni e all'Humanitas Gavazzeni

È il primo riconoscimento a livello nazionale dato agli ospedali che assicurano un approccio professionale e interdisciplinare nei percorsi diagnostici e terapeutici

Cura del tumore alla prostata: "Bollino Azzurro" al Papa Giovanni e all'Humanitas Gavazzeni
Attualità Bergamo, 23 Febbraio 2022 ore 14:16

Ci sono anche l’ospedale Papa Giovanni XXIII e l’Humanitas Gavazzeni tra le 94 strutture sanitarie italiane premiate oggi (23 febbraio) dalla Fondazione Onda in occasione della prima edizione del Bollino Azzurro, riconoscimento per la qualità dei servizi offerti sul fronte della diagnosi e della cura del tumore alla prostata.

Tra i punti di forza del Papa Giovanni vi è l’esperienza maturata dalla Prostate Unit, un team multidisciplinare istituito otto anni fa: medici di diverse specializzazioni, dall’urologo al radioterapista, all’oncologo medico, al radiologo al medico nucleare, studiano e valutano le indicazioni terapeutiche più appropriate per ciascun caso clinico. In campo diagnostico, il gruppo può avvalersi delle potenzialità offerte dalla metodica innovativa della biopsia a fusione di immagini, una via di mezzo tra ecografia e risonanza magnetica della prostata. Laddove l’indicazione più adeguata sia quella chirurgica, gli urologi ricorrono se possibile all’approccio mininvasivo, con la chirurgia robotica.

«Il nostro team chirurgico ha maturato l’esperienza con la piattaforma per la chirurgia laparoscopica robot-assistita fin dall’ottobre 2014. Grazie al robot siamo oggi in grado di eseguire circa 200 prostatectomie radicali all’anno – spiega Luigi Da Pozzo, direttore dell'Urologia al Papa Giovanni e professore ordinario all’Università di Milano Bicocca –. Il vantaggio dell’accesso laparoscopico robot-assistito nel trattamento dei tumori alla prostata è rappresentato da un minore sanguinamento operatorio e da un più rapido recupero della continenza urinaria e della funzione erettile».

Il dott. Luigi Da Pozzo

Tra gli scopi del Bollino Azzurro vi è quello di segnalare le strutture che favoriscono un approccio multidisciplinare nel trattamento di questa malattia, attraverso trattamenti personalizzati e innovativi e tramite la collaborazione tra specialisti. Gli obiettivi sono quelli di migliorare l’accessibilità ai servizi erogati dai centri, potenziare il livello di offerta terapeutica e diagnostica, migliorare la qualità della vita delle persone con tumore alla prostata e promuovere un’informazione consapevole tra la popolazione maschile sui centri in grado di garantire una migliore presa in carico dei pazienti.

«Siamo grati alla Fondazione Onda per questo importante riconoscimento nel trattamento di questa patologia oncologica maschile, che si aggiunge ai tre “Bollini Rosa” che ormai da sei edizioni ci vede tra i primi ospedali in Italia per l’attenzione alla donna – aggiunge Maria Beatrice Stasi, direttore generale dell’Asst Papa Giovanni XXIII -. Appropriatezza delle cure, multidisciplinarietà ed innovazione tecnologica rappresentano senza dubbio i caposaldi che ispirano quotidianamente la nostra pratica clinica. E il migliore riconoscimento di questo approccio arriva proprio dai pazienti, che per patologie di tipo urologico si rivolgono a noi anche da fuori provincia».

Il tumore alla prostata è una tra le malattie più diffuse negli uomini: in Italia sono circa 564 mila le persone con una pregressa diagnosi di tumore di questo tipo. Ogni anno si contano circa 36 mila nuove diagnosi. «Da diversi anni il nostro ospedale è a misura di donna confermando anno dopo anno il ‘Bollino Rosa”. Ricevere ora, per la prima edizione di questo premio, anche il “Bollino Azzurro” è un importante segnale di come la nostra realtà si impegni nella cura anche della salute maschile – sottolinea Massimo Castoldi, direttore sanitario di Humanitas Gavazzeni e Castelli –. Questo riconoscimento dimostra non solo le possibilità terapeutiche offerte dal nostro ospedale, ma anche l’approccio multidisciplinare utilizzato con numerose professionalità differenti in campo».

«Negli ultimi anni la ricerca è progredita e ha aumentato le conoscenze sulla biologia del tumore, incrementando le possibilità di diagnosi strumentale e di laboratorio con opzioni di trattamento sempre più efficaci – conclude Emilio Bombardieri, direttore scientifico di Humanitas Gavazzeni -. La strategia di gestione del paziente può essere ottimizzata se affrontata da un gruppo interdisciplinare dedicato. Questo approccio è quello seguito da quello Uro-Oncologico, che da oltre dieci anni in Humanitas Gavazzeni si prende cura dei pazienti, seguendo un percorso basato sui più aggiornati protocolli diagnostico-terapeutici internazionali».

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