Da Milano a Bergamo la nuova via per Sant'Alessandro: ripercorrere, in 88 chilometri, i passi del legionario
L'associazione milanese “Amici del Cammino di San Giovanni” ha ideato un percorso alessandrino. Un viaggio tra storia e religione

Ieri (mercoledì 27 agosto), nella cornice della Sala Galmozzi di Bergamo, è stato presentato un nuovo progetto: "La Via di Sant’Alessandro". Si tratta di un itinerario podistico e ciclistico lungo quasi 90 chilometri che ripercorre idealmente la fuga del militare romano, Sant’Alessandro, da Milano verso Bergamo. Ospite alla serata del 27 anche il vicesindaco e assessore alla Cultura, Sergio Gandi: «Siamo soddisfatti di poter finalmente presentare questo progetto alla nostra amata città di Bergamo. È stato ideato da un'associazione di appassionati, ora, però, sta a noi bergamaschi il compito di valorizzare questo importante lavoro».
Il percorso alessandrino
Il tracciato si snoda per 88 chilometri di pianura, fatta eccezione per l'ultimo tratto che prevede una doppia ascesa a Bergamo Alta. «Abbiamo pensato a un tragitto da poter fare non solo a piedi, ma anche in bici. Proprio per questo non l'abbiamo chiamato "Cammino" di Sant'Alessandro, ma "Via". Insomma, fatelo come volete, a piedi o in bici, l'importante è che partite!», ha raccontato con entusiasmo Roberto Fabbri, presidente dell'associazione “Amici del Cammino di San Giovanni” e ideatore della via alessandrina.
Il percorso non ha delle scadenze precise, si affida alla filosofia "slow" dei cammini religiosi, dove ogni pellegrino può creare una suddivisione in tappe in base alle preferenze dei luoghi e il tempo a sua disposizione. L'idea è di partire dal centro di Milano per poi raggiungere la Città dei Mille costeggiando il Naviglio Martesana e il fiume Brembo, integrandosi anche con noti itinerari storici, come la Via Francigena. Ultima tappa Città Alta, perché proprio qui, come ha raccontato lo storico Roberto Alborghetti, secondo diverse testimonianze è stato sepolto il corpo martirizzato del Santo. «I bergamaschi, per lungo tempo, furono conosciuti nel mondo come "gli uomini di Alessandro". Questo progetto è parte della nostra storia».
Alessandro: soldato e martire
Per comprendere la forza simbolica di questo cammino, bisogna tornare alla figura di Sant’Alessandro, patrono di Bergamo. Prima che il culto ne facesse un santo, infatti, Alessandro fu un soldato della legione tebana: «Un uomo di fede, sì, ma anche un militare laico che scelse di disobbedire agli ordini dell’impero romano pur di restare fedele ai propri valori - ha detto Fabbri -. La sua fuga da Milano, la cattura e infine il martirio a Bergamo non raccontano solo una storia religiosa: sono il ritratto di un uomo che difese la libertà di coscienza». È proprio questa dimensione laica e coraggiosa che il nuovo percorso vuole restituire: Alessandro come figura universale, simbolo di resistenza e libertà.