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Caselli

Aiscat: pedaggi troppo bassi in autostrada. La Brebemi, però, è la terza più costosa d'Italia

Le richieste dell'associazione sono ora al vaglio dei ministeri competenti. Aiscat: «Incremento previsto dalla norma vigente»

Aiscat: pedaggi troppo bassi in autostrada. La Brebemi, però, è la terza più costosa d'Italia
Attualità Bergamo, 30 Dicembre 2022 ore 10:44

«In Italia è dal 2018 che i pedaggi autostradali non subiscono alcun incremento, diversamente da quanto previsto dalla norma vigente». Lo comunica Aiscat (Associazione italiana società concessionarie autostrade e trafori), che aggiunge: «Le richieste sono in questo momento alla valutazione dei ministeri competenti, che stanno analizzando tutte le componenti di un sistema di pedaggi assai complesso».

Gli incrementi tariffari medi proposti dalle concessionarie - specifica Aiscat nella sua nota - sono «assai inferiori rispetto a quelli già concessi in altri Paesi europei dotati di sistemi concessori e regolatori simili. Ne è un esempio la Francia con un +4,7 e la Spagna +4».

Eventuali nuovi aumenti dei pedaggi, tuttavia, non dovrebbero applicarsi alle autostrade lombarde più recenti. Parliamo della Teem A58, la Pedemontana Lombarda e la Brebemi A35. Il motivo è semplice: si tratta già delle autostrade più costose d'Italia, secondo la classifica di Willmedia. La Teem A58, stima la piattaforma, costa 2,54 euro ogni dieci chilometri. La Brebemi, invece, ne costa 2,35.

Brebemi cresce sempre di più

Quest'ultima ha archiviato un 2022 piuttosto positivo, superando i livelli di traffico registrati prima della pandemia. Inoltre, per la prima volta dal 2014 (anno della sua apertura) chiuderà l'anno con un bilancio di 110 milioni di euro. I motivi, come spiegato dal presidente della società concessionaria Francesco Bettoni (intervistato da L'Eco di Bergamo) sono molteplici: gli automobilisti la conoscono di più, attratti da diversi fattori come garanzia sui tempi di percorrenza e bassa incidentalità.

Anche l'insediamento di numerose aziende logistiche ha fatto la sua parte, dando vita a un ciclo di occupazione che ha inevitabilmente generato anche più traffico. Specialmente dei mezzi pesanti, che da gennaio a novembre hanno percorso il 7,2 per cento di chilometri in più rispetto al 2021 e il 20,3 per cento in più dal 2019. Per gli atri veicoli, l'incremento è del 15,2 per cento rispetto allo scorso anno.

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