la polemica

Dazn, stop alla visione su due dispositivi per gli abbonati: interrogazione parlamentare della Lega

Nel caso in cui le indiscrezioni fossero confermate, Belotti e Capitanio dicono di essere «pronti a presentare un esposto all’Agcom e all’Antitrust»

Dazn, stop alla visione su due dispositivi per gli abbonati: interrogazione parlamentare della Lega
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È tra le piattaforme più criticate del momento, almeno tra gli italiani. E non soltanto per la qualità del servizio, più di una volta al di sotto delle aspettative, ma anche per i cambiamenti che potrebbero essere confermati nel prossimo futuro.

Ha scatenato l’ira degli utenti l’indiscrezione secondo cui Dazn, a partire dalla metà di dicembre, avrebbe deciso di revocare la possibilità di vedere da due apparecchi differenti la stessa partita in contemporanea e, quindi, di dividere il costo dell’abbonamento.

Del caso se ne stanno occupando anche i deputati leghisti Daniele Belotti, capogruppo in Commissione Istruzione, cultura, sport, e Massimiliano Capitanio, segretario della Commissione parlamentare di vigilanza dei servizi radiotelevisivi, che hanno presentato un’interrogazione al sottosegretario allo Sport, Valentina Vezzali, perché convochi la direzione di Dazn per capire quali sono le intenzioni in merito agli abbonamenti per gli eventi sportivi.

«Siamo preoccupati per le indiscrezioni di stampa e ancor di più dal silenzio assenso dei vertici della piattaforma inglese – commentano -. Se sarà confermata la decisione di bloccare, a metà stagione, l’accesso ai contenuti in contemporanea da due dispositivi, saremmo difronte a una palese violazione delle condizioni contrattuali che milioni di appassionati hanno sottoscritto a inizio campionato di Serie A. Un danno agli utenti che va a sommarsi ai frequenti disservizi nella trasmissione delle partite, spesso bloccate da pause nella rete».

Ufficialmente la scelta di bloccare lo streaming in contemporanea sembrerebbe motivata dalla volontà di combattere la pirateria, problematica per cui è in calendario alla Camera un progetto di legge leghista che ha come primo firmatario proprio Massimiliano Capitanio. «Ma non possiamo pensare – aggiungono i parlamentari del Carroccio - che una società importante come Dazn non avesse messo in preventivo una quota di furbetti prima di presentare un’offerta monopolistica alla Lega Serie A».

Questo cambiamento nelle condizioni contrattuali avrebbe come conseguenza quella di far raddoppiare (come minimo) i costi a carico delle famiglie che, per svariati motivi, devono seguire le partite della propria squadra del cuore a distanza. E ancor prima che termini il girone d’andata del campionato.

«Se la decisione di Dazn sarà confermata – concludono Belotti e Capitanio - siamo pronti a presentare un esposto all’Agcom e all’Antitrust per tutelare gli abbonati ingannati dalle condizioni contrattuali che ancora ieri (martedì 9 novembre) venivano pubblicizzate sulla homepage della piattaforma inglese con lo slogan “Il grande sport sui tuoi dispositivi supportati: smart tv, smartphone, tablet, mobile. Puoi connettere fino a 6 dispositivi e guardare contemporaneamente su due”».

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