A Dossena si creano attrazioni ma ci si indebita alla grande. Il risultato è un “turismo mordi e fuggi” che porta pochi vantaggi. I residenti devono fare i conti con i continui disservizi e i tributi massimi.
Sono stati fatti alcuni interventi di utilità pubblica che riguardano la sistemazione di alcune strade comunali. La foto riguarda una di queste: il problema non è l’erba ma i cedimenti della carreggiata rifatta da pochi anni. Non sono stati implementati i parcheggi, non è stato creato un bagno pubblico e non esiste un parco giochi adeguato. Il Comune gioca a fare l’imprenditore senza avere né le competenze né i soldi. La municipalizzata che gestisce il ponte tibetano e le miniere ha il bilancio in perdita e il Comune rischia il dissesto.
Esistono fortunatamente realtà di giovani imprenditori ma sfortunatamente anche su di loro pesa l’indebitamento del Comune. È palese che il problema della situazione di Dossena non può essere ridotta a differenza fra generazioni.
Commenti su: Paese del Sole o delle «contraddizioni»? A Dossena «grandi opere per un turismo di nicchia, ma incuria e abbandono»
Penso che quanto scritto nell'articolo mostri un solo lato della medaglia, andrebbe invece integrato con altri punti di vista: ad esempio se guardiamo da chi sono proposti i progetti portati avanti negli ultimi anni e a chi sono indirizzati si nota senza ombra di dubbio che il denominatore comune sia "i giovani". Quei giovani che hanno scelto di rimanere in paese per affrontare il loro futuro; se 10 anni fa si fossero fatte scelte diverse dove sarebbero questi giovani? magari costretti a lasciare il paese per cercare lavoro. In questi ultimi anni anche le attività tradizionali, allevamento e caseificazione, ne hanno tratto vantaggio: vedasi le nuove aziende agricole gestite da giovani. Naturalmente il divario "culturale" tra giovani e meno giovani ha sempre creato degli atriti e malcontenti, e credo che le critiche che sono esposte nell'articolo derivino appunto da questi divari generazionali. A mio avviso le persone "meno giovani", che hanno magari una visione più pragmatica dei problemi quotidiani, dovrebbero interagire di più con le nuove generazioni supportandole nelle loro scelte. Non si può vivere di passato, bisogna guardare avanti, e chi meglio dei giovani lo può fare?!? Certo, se poi ci fosse un aiuto da parte di tutti, nel sostenerli anche solo con la fiducia aumenterebbe quel senso di comunità che ha sempre caratterizzato i nostri paesi. Sono i turisti a lunga permanenza che mancano? Si cerchi di capire il perché, non è certo l'amministrazione comunale che può ristrutturare le case dei privati per offrire dei servizi adeguati alle richieste moderne, in altri paesi lo si è fatto e funziona!
Probabilmente il comune punta al turismo di nicchia, che poi così di nicchia non mi sembra proprio. Ma ricordati comune che chi manda avanti la baracca sono i residenti fissi e non lo scenario turistico di tre mesi che è solo un piccolo show
Se vai a fotografare rasoterra le erbacce al cordolo dei maciapiedi in periodo di fioritura, le trovi dappertutto.
Più fai e più trovi qualcuno che guarda per trovare da criticare.
L’amministrazione, se vuole, risponderà nel merito. Io mi limito a pensare a cosa era Dossena 10 anni fa, alle prospettive di vita dei giovani e alla marcata difficoltà a pensare il proprio futuro in paese.
Penso ad un pezzo di montagna venduto alla speculazione edilizia che avrebbe cementificato senza ritegno e prospettive.
Oggi, in una situazione certo non perfetta ci sono prospettive di futuro. Se poi allarghiamo lo sguardo ad altri comuni della Valle magari le strade saranno senza erbacce ma anche senza abitanti andati via perché senza futuro