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il punto della situazione

Epatiti pediatriche acute: 9 casi in Lombardia, 3 sono stati rilevati in Bergamasca

La vicepresidente e assessore al Welfare Letizia Moratti ha risposto a un’interrogazione presentata in consiglio regionale

Epatiti pediatriche acute: 9 casi in Lombardia, 3 sono stati rilevati in Bergamasca
Attualità 04 Maggio 2022 ore 12:08

In Lombardia, fino ad oggi, sono emersi nove casi di epatiti acute «a eziologia sconosciuta» nei bambini. Tra questi, tre pazienti sono stati rilevati in provincia di Bergamo. Per altri due casi di epatite pediatrica sono in corso le valutazioni. Questo il punto della situazione comunicato dalla vicepresidente e assessore al Welfare della Regione Letizia Moratti, in risposta a un’interrogazione presentata in consiglio regionale.

I casi emersi in Bergamasca comprendono quelli riguardanti i primi due pazienti, ricoverati all’ospedale Papa Giovanni (un ragazzino di 11 anni, trapiantato, e una bimba di 6 anni, curata con terapie mediche). Il terzo caso, rivalutato alla luce delle nuove indicazioni ministeriali, riguarda un bimbo bergamasco curato a inizio marzo in un altro ospedale della provincia e dimesso dopo una breve degenza.

Per quel che riguarda la distribuzione territoriale, due epatiti sono state notificate nel territorio dell’Ats di Milano, altre due in quello dell’Ats Insubria, due in quello dell’Ats di Brescia e tre, appunto, in quello dell’Ats di Bergamo. Dei nove casi, sette hanno riguardato pazienti con un’età compresa tra gli 0 e i 4 anni, uno è nella fascia 5-9 anni e uno ha più di 10 anni.

Sul fronte degli esiti clinici, un ragazzino ha subito un trapianto di fegato (al Papa Giovanni XXIII), un bimbo ha «un esito in attenzione», mentre tutti gli altri hanno sono stati dimessi o sono sulla via della guarigione.

«È in corso un’attenta sorveglianza epidemiologica — ha spiegato Letizia Moratti —. La rete dei laboratori ha definito un protocollo per l’effettuazione degli accertamenti al fine di uniformare i comportamenti e ottimizzare la rete della sorveglianza. Il gruppo di lavoro ha stabilito una serie di parametri che devono essere richiesti in caso di sospetta epatite, tra cui l’identificazione dei comuni virus epatotropi e in particolare degli adenovirus».

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