Rischi e disagi

Bassa, Fp-Cgil e Cimo denunciano la carenza di medici internisti: «A rischio la sicurezza dei pazienti»

La direzione ha incaricato oncologi e cardiologi per tappare i buchi, ma proprio per mancanza di personale non possono essere formati

Bassa, Fp-Cgil e Cimo denunciano la carenza di medici internisti: «A rischio la sicurezza dei pazienti»
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Fp-Cgil e Cimo (Coordinamento Italiano Medici Ospedalieri) provinciali tornano a denunciare una «diffusa carenza di organico medico ma anche infermieristico» che si ripercuote su organizzazione del lavoro, sul personale e sul «servizio offerto a pazienti e cittadinanza degli ospedali di Treviglio e Romano».

E lo fanno tramite un esposto - presentato oggi, martedì 18 luglio, al Prefetto di Bergamo, ai sindaci di Romano di Lombardia e di Treviglio, ad Ats Bergamo e alla Direzione Generale Welfare della Regione Lombardia - in cui si evidenzia come «nelle disposizioni unilaterali adottate dalla Asst Bergamo Ovest si riscontri un concreto rischio per la sicurezza dei pazienti».

Per coprire tutti i turni, infatti, dovrebbero essere impiegati anche medici internisti che però mancano: la direzione ha così incaricato «oncologi e cardiologi che non sono equipollenti rispetto alla figura dell'internista e dunque che non sono correttamente impiegati» hanno spiegato i rappresentanti di Fp-Cgil Medici, Fp-Cgil Bergamo e Cimo. Privi, quindi, «della formazione specialistica adeguata, non potendo oltretutto svolgere corsi di aggiornamento in medicina interna» proprio per via della «estrema penuria di personale medico».

Mancano oltre cinquanta infermieri: «Agire, prima che sia troppo tardi»

Su un organico iniziale che contava una ventina di medici internisti in tutto il perimetro dell'Asst, nell'ultimo anno si è assistito a otto dimissioni con l'intenzione di passare a strutture pubbliche limitrofe. «È un indice chiaro del disagio che in quella ASST si vive, una vera e propria fuga - spiegano -. Quello che a noi preme tutelare è anche la qualità del servizio pubblico, non solo in termini di numero di ricoveri e posti letto ma anche dell'efficacia delle cure e della qualità della presa in carico del paziente».

A margine, l'esposto ipotizza un "buco" di oltre cinquanta infermieri rispetto al fabbisogno per garantire un'adeguata copertura dei servizi. Urge, quindi, un intervento «prima che tale circostanza si traduca in eventi avversi: le evidenze scientifiche dimostrano una correlazione tra la diminuzione di infermieri e l'aumento dei decessi in ambito ospedaliero».

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