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Finalmente completata la vasca di laminazione ad Astino contro le alluvioni a Longuelo

L’invaso di 16.500 metri cubi non permetterà più allagamenti come successo nel 2016. Era l’opera più attesa, ma non la sola

Finalmente completata la vasca di laminazione ad Astino contro le alluvioni a Longuelo
Attualità Bergamo, 09 Luglio 2022 ore 12:09

Nell’estate del 2016 l’acqua che scendeva torrenziale dalla Val d’Astino in seguito a un forte temporale aveva inondato cantine, taverne e garage della parte ovest e sudovest della città, Longuelo e il Villaggio degli Sposi, nonché Santa Lucia. Ma ora tutto questo, almeno in teoria, non potrà più succedere, anche in caso di eventi meteo estremamente avversi.

L'alluvione a Longuelo del 2016

Il tutto è possibile perché la vasca di laminazione di Astino, tanto attesa dai cittadini, è stata terminata. In realtà, allo stato attuale, per quanto la vasca sia operativa mancano ancora alcuni particolari, principalmente opere di finitura, come la piantumazione di alberi attorno alla vasca e la recinzione in legno per evitare che qualcuno, nel caso in cui sia piena di acqua, ci cada dentro. Per definire questi ultimi aspetti, l’assessore ai Lavori pubblici Marco Brembilla ha messo in agenda l’incontro con la stazione appaltante, il Consorzio di Bonifica della media pianura bergamasca. Al loro termine, l’operazione, chiamata V1, potrà dirsi davvero completata.

Nel mentre, la vasca, dopo diversi anni di lavori e 3 milioni di euro di interventi, è comunque stata attivata. L’opera era stata avviata nel dicembre 2020, promossa dal Comune di Bergamo e dal Consorzio, con un finanziamento del Ministero di 2,6 milioni di euro tramite Regione Lombardia. La restante parte, relativa alla bonifica resa necessaria dalla presenza di inquinanti e all’acquisizione dell’area, ormai ex proprietà della Fondazione Mia, è stata cofinanziata da Comune e dal Consorzio.

L'alluvione a Longuelo del 2016

Nel delicato contesto del Parco dei Colli di Bergamo, lì dove la roggia Curna incontra il rio Lavanderio, è stato così realizzato un avvallamento a cielo aperto con una capacità di invaso ordinario di 16.500 metri cubi di acqua e una superficie di circa 14.200 metri quadrati. In questo bacino artificiale sono state ritrovate delle antiche pietre, probabilmente la base di una torre di epoca medioevale. Pertanto, l’assessore Brembilla e il presidente del Consorzio Fabio Gatti si sono messi in contatto con la Sovrintendenza per capire come valorizzare la presenza del manufatto ritrovato durante gli scavi.

L’operazione V1 con la sua vasca di laminazione era di certo il più atteso degli interventi, ma non l’unico. La roggia Curna e le altre rogge che si sviluppano nella valle sono già state sistemate, creando un invaso di cinque mila metri cubi. Inoltre, sono stati riqualificati il ponte e le sponde del canale di via del Celtro e un tubo dal diametro ridotto è stato sostituito con uno scatolare più ampio sulla roggia lungo via Cavalli nel Villaggio degli Sposi. Infine, in via Astino, è stato sistemato il tratto di roggia Curna sulla sinistra della via Madonna del Bosco, fino alla cascina Bechela.

Mappa tratta dal blog "A guardare alle colline"

Sono invece ancora in corso i lavori di messa in sicurezza del canale scaricatore di Astino, lungo tutto il percorso sotto la via Bellini, che collega via Longuelo alla rotonda Locatelli, lungo la Briantea. Per il futuro, l’assessore Brembilla ha fatto intendere che stanno ragionando sulla possibilità di realizzare una seconda vasca e un bypass alla roggia Curna, che alla cascina Bechela si interrompe in una proprietà privata.

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