Lavori per il raddoppio

Fino al 17 luglio senso unico alternato in via Fermi a Curno: «Una vera seccatura»

L'ordinanza ha preso il via il 24 giugno. Il primo cittadino Saccogna spiega: «Rfi aveva ribadito che non sarebbe mai stata chiusa»

Fino al 17 luglio senso unico alternato in via Fermi a Curno: «Una vera seccatura»
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di Monica Sorti

Senso unico alternato regolamentato con movieri nel tratto di via Fermi compreso tra via Bergamo e via Donizetti a Curno, dal 24 giugno al 17 luglio. È quanto previsto dall’ordinanza del 14 giugno emessa dal responsabile della polizia locale, Domenica Lamagna.

«Spero che il disagio sia minimo, considerata anche la chiusura delle scuole, ma sono comunque seccato perché Rfi ci aveva più volte ribadito che durante i lavori per il sottopasso non sarebbe mai stata chiusa la via Fermi», dichiara il sindaco Andrea Saccogna, che aggiunge: «Seccato ma non stupito, dato che è stato approvato un progetto da 270 milioni di euro per il raddoppio da Bergamo a Ponte San Pietro, senza un minimo studio preliminare».

L’ordinanza si è resa necessaria per alcuni lavori di indagine sui sottoservizi. «Devono effettuare questi interventi preliminari ai lavori per la realizzazione del sottopasso - continua il sindaco -. La prima richiesta non prevedeva il senso unico alternato, che è arrivato con una successiva, presentata dieci giorni prima della chiusura della scuola. Abbiamo subito ribadito che bisognava aspettare il termine delle lezioni per evitare il mega traffico che sicuramente si creerà in quella zona della Briantea».

«Quello che scoccia - continua il primo cittadino - è che sul fatto che via Fermi sarebbe rimasta sempre aperta avevamo tranquillizzato più volte sia i cittadini che la Conad e il centro commerciale, dove lavorano tantissime persone, preoccupate per la potenziale chiusura. Rfi ci aveva sempre rassicurato a tal proposito, ipotizzando la chiusura di via Fermi solo negli ultimi giorni alla fine di tutti i lavori, per ragioni logistiche di smonto. Invece così non è e ci auguriamo che questa sia la prima e ultima volta». (...)

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