bufale complottiste

Freccero mette in dubbio i camion con le vittime Covid. Belotti e Pergreffi: «Si scusi»

La dura reazione dei parlamentari della Lega dopo le dichiarazioni dell’ex dirigente Rai nel corso della trasmissione "Piazza Pulita"

Freccero mette in dubbio i camion con le vittime Covid. Belotti e Pergreffi: «Si scusi»
Pubblicato:
Aggiornato:

La fila di camion militari contenenti i bergamaschi morti di Covid, trasportati fuori dalla nostra provincia per essere cremati, è diventata una delle foto simbolo (se non l’istantanea più rappresentativa) della prima ondata della pandemia in Italia. Ma è stata anche spesso strumentalizzata dalla propaganda negazionista, che ha messo in dubbio la presenza nei mezzi militari delle salme delle vittime del virus.

A riportare in auge questa bufala, nel corso dell’ultima puntata Piazza Pulita, è stato Carlo Freccero, tra i personaggi diventati punto di riferimento per la galassia no-vax e no-Green Pass. Durante la trasmissione, l’ex dirigente Rai ha infatti lasciato intendere chiaramente come, a suo modo di vedere, nei camion non ci fossero solo i morti di Covid.

Insinuazioni che hanno scatenato la dura reazione dei parlamentari della Lega Simona Pergreffi e Daniele Belotti: «Ci risiamo, ancora una volta è stata offesa la memoria dei morti di Bergamo, quelli della prima ondata della pandemia, la più forte che ha colpito l’Italia».

Pergreffi e Belotti accusano Freccero di aver infangato «l’immagine di Bergamo, dei nostri morti, delle loro famiglie, delle Istituzioni, dei medici e degli infermieri e della Chiesa stessa» sostenendo che le «immagini delle bare sono “tutte fesserie”, dimostrando così di non avere il minimo rispetto per tutte le vittime di questa pandemia e per il dramma vissuto dalla gente bergamasca».

I parlamentari leghisti chiedono quindi non soltanto le scuse pubbliche da parte di Carlo Freccero, ma si augurano che «le televisioni pubbliche e private non diano spazio a chi cerca popolarità strumentalizzando i morti di Covid e la tragedia che ha colpito tanti bergamaschi che non hanno nemmeno potuto dare l’ultimo saluto ai loro cari».

«Ricordiamoci – concludono Pergreffi e Belotti - che Bergamo è divenuta tristemente famosa perché è stata, dopo Codogno, la città colpita ad inizio pandemia, ma non dobbiamo dimenticarci che ci sono state tante altre bare in tutta l’Italia, tanti ospedali al collasso e tanti morti che non hanno ricevuto una degna sepoltura».

Seguici sui nostri canali