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Guerra in Ucraina, a Bergamo e in provincia accolte le prime famiglie di profughi

In città, nel monastero Matris Domini, è arrivato il primo gruppo di sei persone. Gli altri profughi accolti a Verdello e Calusco

Guerra in Ucraina, a Bergamo e in provincia accolte le prime famiglie di profughi
Attualità Bergamo, 28 Febbraio 2022 ore 16:07

Sabato scorso (26 febbraio), davanti a migliaia di cittadini radunatisi in piazzale Marconi, il sindaco Giorgio Gori aveva ribadito che Bergamo avrebbe fatto la propria parte nel dare ospitalità agli ucraini in fuga dalla guerra. Una promessa che è stata mantenuta, anche grazie all’impegno della Caritas bergamasca, impegnata sia a trovare rifugi temporanei sia sistemazioni di più lunga durata.

Come riporta L’Eco di Bergamo questa mattina, lunedì 28 febbraio, ha trovato accoglienza nel monastero Matris Domini delle suore di clausura la prima famiglia di sei profughi, papà, mamma e due bimbi di 10 e 1 anni, accompagnati dai genitori della madre. Il monastero ha messo a disposizione alcune stanze e altri 47 posti sono stati offerti dal Seminario vescovile.

Il gruppo accolto questa mattina in città si trovava a Parigi e, non potendo tornare a Kiev, è decollato alla volta della nostra città, ma i primissimi arrivi nella nostra provincia di cittadini ucraini risalgono a domenica: quattro persone erano state accolte a Verdello e un’altra decina di ucraini aveva trovato ospitalità tra le famiglie di Calusco d’Adda.

In queste ore diverse realtà bergamasche stanno raccogliendo le richieste di aiuto che arrivano dal fronte di guerra. Tantissime associazioni, privati cittadini e politici, indipendentemente dal partito d’appartenenza, hanno dato la propria disponibilità ad accogliere i profughi.

«Tutti i sindaci della Lega Bergamo – si legge in un comunicato diffuso ieri - chiedono con forza alle istituzioni, in primis Stato e Prefettura, di attivarsi quanto prima per predisporre le procedure di accoglienza per i profughi ucraini che in queste ore stanno scappando dal Paese, ferito a morte dagli attacchi russi. Siamo pronti a collaborare e ad offrire la massima disponibilità a reperire spazi per l’ospitalità e ad attivare servizi di solidarietà e di aiuto, lasciando la massima flessibilità nelle decisioni che si prenderanno a livello centrale e dando la priorità assoluta a famiglie e bambini».

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