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Lettere a PrimaBergamo

I dati falsi dei no vax sulle vittime Covid (inutile ragionare con chi nega l'evidenza)

Si arriva a mettere in dubbio la tragedia vissuta nella Bergamasca. Un'offesa alla verità e alla ragionevolezza

I dati falsi dei no vax sulle vittime Covid (inutile ragionare con chi nega l'evidenza)
Attualità 30 Ottobre 2021 ore 09:17

della Redazione

Arrivano al nostro giornale lettere di no-vax che riportano dati per sostenere che quanto accadde nel marzo e aprile 2020 fu amplificato ad arte per ragioni... che non si conoscono. Il problema è che i dati citati dai no-vax sono quasi sempre sbagliati o distorti. In una di queste lettere, una signora fa riferimento a un nostro articolo di quel terribile periodo, nel quale si diceva che negli ultimi cinque giorni nella città di Bergamo c’erano stati 146 decessi, un numero elevatissimo. Ora, la signora ci scrive per smentirci affermando che 146 decessi in cinque giorni, ovvero 29,2 morti al giorno rientrano nella norma a Bergamo. Per cui, di che cosa lamentarsi? Perché, chiede, abbiamo così esagerato qualcosa che invece è normale? Il problema è che la signora confonde la città con la provincia, 120 mila contro 1 milione e 100 mila abitanti.

Gentile signora, noi parlavamo della città e la media dei decessi mensili della città di Bergamo è di cento persone. Nel mese di marzo del 2020 siamo andati oltre i cinquecento decessi, cinque volte più della normalità. Uno contro cinque, è chiaro?

La lettrice aggiunge che nel 2020 in Italia abbiamo registrato ventimila morti in meno rispetto al 2019. Altra falsità: basta andare nel sito Istat per scoprire che nel 2020 sono decedute in Italia 746.146 persone contro le 645.620 del 2019. Centomila persone in più.

Allora ci chiediamo: è possibile ragionare con chi nega l’evidenza dei fatti? Abbiamo seguito questo anno e mezzo di Covid nella prima linea della tragedia, ci siamo confrontati con i nostri amici infermieri del 118 che piangevano nei giorni di marzo perché non potevano aiutare tutti, perché vedevano morire la gente nei corridoi di un ospedale che scoppiava. Abbiamo visto la chiesa del cimitero piena di bare. La gente della Valle Seriana distrutta dal dolore per i familiari morti.

Queste lettere di no-vax fanno male al cuore, sono un’offesa alla ragionevolezza; confermano come sia facile farsi prendere dalle paranoie. Ma non dobbiamo sorprenderci, la storia è piena di questa follia umana. Viviamo immersi in rappresentazioni del mondo che spesso - come in questo caso - non riconoscono come stanno davvero le cose. La signora dice infine: «Fare giornalismo vuol dire riportare notizie vere». Ebbene, il nostro settimanale fin da metà marzo 2020 aveva contestato le cifre delle vittime che venivano ufficialmente diffuse, denunciando che nella Bergamasca i morti erano molti di più, erano migliaia. E sono stati migliaia, ma per qualcuno oggi sembrano invisibili.

Come già diceva Aristotele: «È da pazzi chiedersi le ragioni di ciò che l’evidenza mostra come fatto».