Attualità
è la terza lettera

I pendolari scrivono ancora a Fontana: «Per Regione è accettabile l’attuale servizio?»

I comitati lombardi sottolineano «la fragilità di un’azienda che anche in tempi ordinari si trovava costantemente in affanno»

I pendolari scrivono ancora a Fontana: «Per Regione è accettabile l’attuale servizio?»
Attualità 08 Febbraio 2022 ore 17:00

Regione Lombardia ritiene accettabile l’attuale livello del servizio ferroviario offerto da Trenord? E quale futuro si intende dare all’intero sistema ferroviario regionale? Sono i due interrogativi contenuti nella lettera, la terza scritta nell’arco di una manciata di settimane, inviata al presidente Attilio Fontana dai pendolari lombardi, esasperati sia dai disservizi sia dalla risposta arrivata da Trenord mercoledì scorso.

Come riportano i colleghi di PrimaMerate, l'oggetto della missiva dei comitati dei viaggiatori è, di fatto, sempre lo stesso. Ovvero «la fragilità di un’azienda che anche in tempi ordinari si trovava costantemente in affanno». E ancora una volta i pendolari sottolineano la necessità che sia il presidente lombardo a prendere ufficialmente posizione, visto che «ha la responsabilità politica del suo Governo», e non che a rispondere siano altre persone.

«È nostra intenzione chiedere a lei nuovamente se il Governo regionale ritenga accettabile l’attuale livello del servizio ferroviario e soprattutto quale futuro intenda dare al Sfr – si legge nella lettera -, che ha visto dal 2018 un progressivo ridimensionamento, iniziato fin da prima e indipendentemente dalle contingenti vicende del Covid che hanno solo evidenziato la fragilità di un’azienda che anche in tempi ordinari si trovava costantemente in affanno. Si tratta, pertanto, di una risposta politica, non tecnica, che spetta al titolare del servizio e non al fornitore e su questo attendiamo fiduciosi riscontro e indicazioni da lei, presidente della nostra Regione».

I comitati non mancano poi di fare un appunto all’e-mail inviata da Trenord a tutti i suoi clienti, «in cui cerca di difendersi scaricando ogni responsabilità su fatti esterni o su altri enti o società, evitando di esprimere, come di consueto, una benché minima autocritica, necessaria premessa di ogni azione di miglioramento».

«Non intendiamo in questo momento entrare nel merito dei singoli punti elencati dall’azienda – aggiungono -, sui quali peraltro non abbiamo alcuna difficoltà ad affrontare un serio confronto nelle opportune sedi istituzionali».

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