Il 15 per cento dei pazienti dell'ospedale Papa Giovanni di Bergamo viene da fuori provincia
La struttura di cura cittadina si conferma un’eccellenza, con una percentuale di ricoveri annui di persone non bergamasche decisamente alta
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La "mobilità sanitaria" è un fenomeno sempre più rilevante in Italia, evidenziando le differenze nella qualità delle cure tra le diverse aree del Paese. In questo scenario, Bergamo si distingue come punto di riferimento per chi, per scelta o necessità, decide di farsi curare fuori dalla propria provincia o regione.
Tra le mete più scelte
L’ospedale Papa Giovanni XXIII rappresenta un’eccellenza in questo contesto, con circa il 15 per cento dei ricoveri annuali destinati a pazienti provenienti da altre province e regioni, come riporta L'Eco di Bergamo. Questo significa che ogni anno circa 7 mila persone scelgono di essere curate nella struttura bergamasca, spesso attratti dall'alta qualità delle cure e dalle specializzazioni mediche disponibili.
Bergamo non solo accoglie pazienti da fuori, ma limita anche la cosiddetta mobilità passiva: nel 2022, solo il 6,2 per cento dei bergamaschi ha deciso di farsi curare altrove, una percentuale inferiore rispetto alla media regionale del 6,7 per cento. A dimostrazione della fiducia dei cittadini nei servizi sanitari locali, riconosciuti come di alto livello.
Punto di riferimento nazionale
Uno studio recente della Fondazione Gimbe ha messo in luce l’impatto economico della migrazione sanitaria in Italia, che smuove ogni anno circa 5 miliardi di euro. Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto si confermano le destinazioni preferite per i pazienti provenienti dal Mezzogiorno e da altre regioni meno attrezzate.
Solo nel 2022, il 22,8 per cento di coloro che hanno cercato cure in un’altra regione ha scelto la Lombardia, che ha ricevuto oltre un miliardo di euro in rimborsi per le prestazioni fornite a non residenti. Il saldo netto per la regione è stato di 623 milioni di euro, rafforzando la sua posizione come la più attrattiva d’Italia.
Inaccessibile il Papa Giovanni XXIII per i residenti a Bergamo
Magari far venire "fuori del coro", "striscia la notizia", "le iene"... chissà, subito trovano posto, com'è giusto anche per chi vive a Bergamo!
Grata agli addetti, infermieri e medici per la loro dedizione, sono perfettamente d'accordo sul fatto che un ospedale dia precedenza ai residenti prima che ad altri fuori dalla provincia e tantomeno regioni. Sarebbe bellissimo non avere alcun limite d'attesa, in modo particolare nella cura delle persone, chiunque esse siano ma quando si prendono decisioni è d'obbligo valutare tutti gli aspetti che regolano le cure, vale a dire che se ci sono pochi medici e pochi infermieri la priorità sulle loro prestazioni devono essere valutate anche in base alle provenienze. Purtroppo!!!
Non è il caso di vantarsi come ha fatto recentemente la regione. Per una visita ambulatoriale ci vengono offerte strutture lontane anche 30 km. E sono cinque anni che attendo una operazione!
Non dire proprio sono 4 mesi che sto cercando di prenotare una mammografia per il 2026 ..sempre peggio