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Servirebbe più attenzione

Il Bosco della Memoria alla Trucca non sembra stare molto bene (neppure il tiglio di Draghi)

Diverse segnalazioni riportano lo stato di sofferenza delle piante e le immagini lo dimostrano. Occorre intervenire quanto prima

Il Bosco della Memoria alla Trucca non sembra stare molto bene (neppure il tiglio di Draghi)
Attualità Bergamo, 29 Giugno 2021 ore 11:14

di Mattia Cortese

Lo scorso 18 marzo, tutto il Paese aveva assistito, in diretta sulla Rai, alla solenne cerimonia al Parco della Trucca in ricordo delle vittime del Covid, alla presenza del premier Mario Draghi, del governatore lombardo Attilio Fontana e del sindaco di Bergamo Giorgio Gori. Discorsi impegnati e il suono della tromba di Paolo Fresu, con il gesto simbolico del Presidente del Consiglio che pianta il giovane tiglio venuto dal lontano comune di Biccari, in Puglia, all'interno del Bosco della Memoria, con le prime 102 piante già posate. Ognuna voleva rappresentare una vita spezzata dalla malattia, la volontà del ricordo.

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La pianta donata dalla scuola elementare di Grosseto

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Il tiglio piantato da Draghi

Ebbene, a distanza di tre mesi da allora, diverse persone, sui social, hanno segnalato la condizione non proprio ottimale degli alberi lì piantati. Molti non ci volevano credere, ma più della metà degli alberi, in questo caldo fine giugno, stanno seccando. Lo stesso alberello di Draghi sembra non stia troppo bene: è rimasto senza neanche una foglia, fatta eccezione per quelle poche secche alle estremità, che si protendono in alto gridando pietà. Solo la pianta donata dalla scuola elementare di Grosseto è insolitamente verde e rigogliosa, fatto che almeno un po' rallegra.

Lo ammettiamo: non siamo giardinieri, non ce ne intendiamo, tuttavia è abbastanza facile constatare quando le specie vegetali soffrono. Probabilmente non è colpa di nessuno, il Parco della Trucca è stato realizzato su un terreno umido che sarebbe dovuto bastare per queste piante, ma è evidente che almeno una controllatina da parte delle maestranze risulterebbe necessaria, anche solo per dargli un'innaffiata. E non basterà sostituire quelle morte con altre nuove: per il valore simbolico che hanno, bisognerebbe intervenire prima che sia troppo tardi.

La volontà di realizzare un monumento vivente ha obbedito a un preciso sentire, quello di non dimenticare chi non c'è più, manifestando la sua presenza con un albero. Si dovrebbe allora fare tutto il possibile per rendere il Bosco più vivo e florido che mai, senza limitarsi a dargli lo stretto necessario per la sua sussistenza, in maniera tale che sia bello e rappresenti con orgoglio il suo messaggio di speranza.

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