Mentre Atb, Comune di Bergamo e i più convinti sostenitori della e-Brt (anche perché, ormai, indietro non si torna) cercano di promuovere il servizio di bus elettrici spingendo sugli effetti benefici che – a loro parere – avrà sulla viabilità cittadina, c’è un livello più pratico da affrontare, ovvero gli evidenti disagi che la nuova conformazione delle strade sta causando agli automobilisti.
Le proposte di Tentorio (FdI)
Nei giorni scorsi, la consigliera di Fratelli d’Italia, Ida Tentorio, aveva presentato alla Giunta una proposta tesa a provare a migliorare le cose: dirottare il traffico diretto dalla città alla A4 su via Quarenghi bassa, e da lì alle due rotonde in Malpensata e via Carnovali, così da “sgravare” l’incrocio tra via San Giorgio e via Autostrada. La seconda proposta era proprio quella di consentire la svolta continua, cioè senza passare dal semaforo, da via San Giorgio in via Simoncini.
I “no” (spiegati) di Berlanda
Ieri (venerdì 10 luglio), l’assessore alla Mobilità, Marco Berlanda, ha risposto al documento presentato da Tentorio. Cassando entrambe le proposte. Secondo Berlanda, infatti, prevedere la svolta obbligatoria in via Quarenghi bassa caricherebbe la strada stessa «e poi via San Giovanni Bosco e via Zanica di un volume di traffico molto superiore a quello attuale, difficilmente smaltibile in particolare da via Quarenghi bassa e da via San Giovanni Bosco, con rischio di forti accodamenti su via Paleocapa e addirittura su via Quarenghi intermedia».
L’assessore spiega che «il percorso ipotizzato in alternativa a quello inibito incrocerebbe comunque via Simoncini, inclusiva della corsia e-Brt. Inoltre presenterebbe una lunghezza superiore di circa cento metri e comporterebbe l’attraversamento di una rotatoria in più». Circa la seconda proposta avanzata da Tentorio, Berlanda spiega: «Anche la svolta a gomito prevista da via San Giorgio verso via Simoncini, oltre all’angolo di svolta molto acuto, caricherebbe sia via Simoncini sia il percorso descritto poco fa di un carico di traffico aggiuntivo poco compatibile con le caratteristiche delle vie interessate».
Si lavorerà ancora sui tempi semaforici
Insomma, ok ragionare su delle migliorie, ma pensare di modificare oggi, a tre settimane dal via del servizio (che partirà il 3 agosto), la conformazione “viabilistica” non è una soluzione. Berlanda conclude la sua risposta spiegando infatti che «l’Amministrazione sta adottando graduali provvedimenti di ottimizzazione semaforica e non esclude l’adozione di correttivi al progetto e-Brt senza stravolgerne le caratteristiche fondamentali».
«I volumi di transito caleranno»
Nello stesso documento, infine, l’assessore rimarca i punti cardine del progetto. O meglio, i vantaggi che, a suo parere, la e-Brt porterà sicuramente al traffico: «L’attivazione del servizio ridurrà prevedibilmente i volumi in transito sia tra Verdellino e largo Tironi, sia tra largo Tironi e il centro cittadino. L’effetto sarà quello, tra l’altro, a regime, di decongestionare l’area del triangolo San Giorgio-Simoncini-Paleocapa, a giovamento anche della celerità degli spostamenti con diversa origine e destinazione che impegnano la medesima area». Speriamo abbia ragione lui…