È un po’ triste quando un teatro diventa soltanto un cinema. Perché smarrisce qualcosa, perché perde gli attori in carne e ossa, le espressioni del momento fuggente, la recitazione dal vivo. Ma gli resta comunque lo spettacolo, il divertimento, la riflessione, l’emozione. Quando poi un teatro che è diventato cinema si trasforma nella sede di una banca… Non ce ne vogliano i padroni dell’istituto bancario, loro non ne hanno colpa. Ma esiste una colpa?
Il cinema Nuovo, nato a fine Ottocento come teatro, è rimasto per vent’anni vuoto e abbandonato, senza teatro e senza cinema. E quando una catena di supermercati, la Conad, nel 2017 fece balenare l’idea di volerne fare un luogo di ristorazione di eccellenza, sull’esempio di Eataly al teatro Smeraldo di Milano, i commenti furono molto positivi in città.
Si arrivò a un passo dalla definizione, eravamo nel 2019. Il luogo di eccellenza del gusto doveva chiamarsi “Sapori e dintorni” e doveva ospitare ristorante, caffè, supermercato… Conad ne aveva già avviati alcuni con buoni risultati, uno anche a Brescia.
L’accordo con la proprietà dei fratelli Nosari (notai e professionisti noti in Bergamo) però non decollò mai, pare che fu una questione di costi e di oneri di urbanizzazione. Si parlava di una spesa di due milioni di euro (quattro piani al rustico), più altri due milioni di euro per la sistemazione dei primi due piani che avrebbero ospitato l’iniziativa Conad (altri due piani sarebbero andati a uffici vari). Si dice che a fine 2019 il Comune presentò il conto degli oneri di urbanizzazione relativa all’operazione: un milione di euro. E non si fece più nulla (…)