Passi avanti

Recupero dell’ex Cineteatro Nuovo, la Conad dà l’ultimatum: «O partono i lavori o ci ritiriamo»

Finalmente l'iter per la creazione dell'insegna "Sapori e dintorni" al piano terra dello stabile dovrebbe essere concluso: cantiere aperto entro la metà di febbraio?

Recupero dell’ex Cineteatro Nuovo, la Conad dà l’ultimatum: «O partono i lavori o ci ritiriamo»
Bergamo, 13 Gennaio 2020 ore 12:05

O si inizia entro metà febbraio, o tanti saluti. Non usa mezza termini Conad, che ha fissato l’aut aut: o i lavori per la trasformazione dell’ex Cineteatro Nuovo in largo Belotti nell’insegna “Sapori e dintorni” prenderanno il via in tempi utili per aprire prima di Natale, oppure si ritireranno dal progetto.

La vicenda è spiegata in un articolo del Corriere Bergamo, nella quale vengono riportate le ultime novità sulla vicenda di cui si parla da anni ma che di passi avanti, finora, ne ha fatti ben pochi. Finalmente le pratiche paiono essersi sbloccate, sebbene la prima fase dei lavori riguarderà soltanto un’ala della struttura. Più precisamente, la facciata e il pianterreno dell’immobile chiuso da ben quindici anni. Conad dovrebbe entrarvi come affittuaria per nove anni e investirebbe due milioni di euro. Al Nuovo non dovrebbe sorgere un nuovo supermercato, fanno sapere dalla catena, bens^ una sorta di via di mezzo tra un mercatino al chiuso e una gastronomia con prodotti del territorio.

Il motivo dell’enorme ritardo nel via ai lavori (e che costringe anche adesso a far partire i lavori soltanto in una parte dell’immobile) è dato dall’importo degli oneri da versare al Comune per un progetto che, in toto, dovrebbe costare circa quattro milioni di euro. Il Comune, infatti, prevede una spesa di ottocentomila euro in oneri, mentre la società Teatro Nuovo srl della famiglia Nosari, proprietari dell’immobile, pensava di spendere non più di trecentomila euro da versare passo passo che i lavori procedevano. Il Comune, come sottolinea il Corriere, ha però più volte replicato che i suoi uffici non facevano altro che applicare le norme, somme e modalità di versamento non erano sottoposte a discrezionalità, quindi i margini di manovra erano scarsi. Da qui la scelta della proprietà di scorporare le varie fasi di intervento cominciando con quello del pianterreno. Intanto, però, ecco l’ultimatum di Conad: «Il 15 febbraio è per noi l’ultima scadenza, oltre la quale non sarebbe possibile finire in tempo per Natale e quindi ci ritireremmo». Speriamo sia la volta buona.

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