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la lettera aperta

Il grazie di un bergamasco al personale dell'ospedale di Crotone, dove è guarito dal Covid

Protagonista un 41enne. Contagiatosi a metà novembre, le sue condizioni si sono aggravate velocemente. «Grazie a loro sono vivo»

Il grazie di un bergamasco al personale dell'ospedale di Crotone, dove è guarito dal Covid
Attualità 08 Dicembre 2021 ore 17:08

È risultato positivo al Covid a metà novembre, mentre era a Crotone. Dapprima asintomatico, nel giro di qualche giorno il quadro clinico è peggiorato: febbre a 40, fame d’aria, difficoltà respiratorie e saturazione bassa, tanto da essere ricoverato nel reparto Covid dell’ospedale San Giovanni di Dio con una diagnosi di polmonite bilaterale interstiziale. Grazie alla competenza e alle cure dei medici, però, è riuscito a guarire.

Protagonista della vicenda, riportata dal sito Wesud, un bergamasco di 41 anni, che si è sentito in dovere di scrivere una lettera aperta per ringraziare i medici, gli infermieri e il personale ospedaliero che si sono presi cura di lui.

«Ritengo doveroso ringraziarli pubblicamente perché oggi è grazie alle loro efficaci cure e assistenza se sono qui a scrivere di questo periodo buio della mia vita», si legge nella lettera scritta dal quarantunenne come «riconoscimento verso tutti loro».

L’uomo è stato ricoverato una settimana, durante la quale ha incontrato medici «professionalmente eccellenti e umani», infermieri e Oss che si sono rivelati per lui «dei veri e propri “angeli”, anche se li riconoscevo solo dagli occhi e dalla voce».

Nella lettera, oltre a elencare i nomi di tutti i professionisti che lo hanno curato, ripercorre anche le sensazioni provate durante il ricovero, la paura di morire e di non poter più rivedere i propri cari, distanti un migliaio di chilometri. «Nonostante soffrano terribilmente in quelle tute che non fanno traspirare la benché minima possibilità di aria – aggiunge il bergamasco guarito dal virus -, hanno sempre il sorriso e le parole giuste da dirti affinché ti scatti quella forza di lottare come un leone per salvarti la vita. Oggi sono tornato a Bergamo, così come promesso dal dottor Maurizio Pino».