Trasloco definitivo

Il pappagallo Gino non torna nel suo bar a Castel Cerreto: colpa del regolamento europeo

L'animale, spostato dal locale dopo un esposto della Lav e il sopralluogo di Polizia locale e carabinieri, era stato trovato in buone condizioni

Il pappagallo Gino non torna nel suo bar a Castel Cerreto: colpa del regolamento europeo
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Niente da fare: il pappagallo Gino non potrà tornare al New Pilly Bar di Castel Cerreto. A comunicare la decisione è stata la Polizia locale di Treviglio che, insieme ai carabinieri forestali, ha cercato di portare un po' di chiarezza sulla situazione, stabilendo che l'animale non può stare alla trattoria per una normativa europea e il regolamento comunale.

Il "trasloco" del pappagallo

L'animale era stato portato nel locale nel 2018 dal titolare, Pierluigi Pilenga, che l'aveva comprato a Vailate, dove era nato, e l'aveva sistemato in una gabbia, che si trovava sulla veranda dell'esercizio pubblico. Nel giro di breve tempo, era diventato simpatico sia ai clienti che ai bambini della frazione della cittadina della Bassa, fino a quando poco tempo fa la Lav di Bergamo ha presentato un esposto, in cui ne chiedeva la rimozione, e la Polizia locale ha effettuato un sopralluogo. La motivazione dell'associazione era che il pappagallo amazzonico poteva essere esposto a intemperie e fumo passivo.

Sul luogo erano arrivati insieme agli agenti anche i carabinieri forestali, che però non avevano riscontrato condizioni di disagio o maltrattamenti. Tuttavia, per evitare multe a Pilenga era stato consigliato di spostare il volatile, per cui aveva chiesto a un suo conoscente di tenerlo. La nuova collocazione, però, aveva fatto intristire Gino, che aveva smesso di mangiare e cantare, inoltre i residenti di Castel Cerreto non si erano mostrati molto contenti del trasloco del pennuto, annunciando una possibile raccolta firme per chiedere di farlo tornare al locale.

Gino non tornerà al locale

Così, sia la Locale che i militari avevano esaminato i regolamenti per capire se ci fosse questa possibilità: alla fine, tuttavia, si è capito che non era possibile. Le autorità, infatti, hanno spiegato che il problema non è tanto l'esposizione del pappagallo ha potenziali pericoli, quanto il rischio per la salute delle persone, dato che si troverebbe in un luogo dove si servono cibi e bevande e, sbattendo le ali, potrebbe veicolare agenti patogeni.

Questo almeno secondo quanto contenuto nel regolamento europeo 852 del 2004, in materia di igiene dei prodotti alimentari, tra l'altro ripreso appunto nel regolamento del benessere animale di Treviglio (l'articolo 14 comma 9), che proibisce la loro presenza in locali dove si svolga somministrazione di alimenti. Il titolare, in ogni caso, ha dichiarato che si atterrà alle regole: l'importante, ha spiegato, è che Gino intanto ha ripreso a cantare e sta bene.

Commenti
Silvana Donadoni

Gli animali stanno bene dove si sentono amati e rispettati. Povera italietta che annaspa nella burocrazia e in leggi promulgate da incompetenti x non dire di peggio.

Francesco Giuseppe

Ridicoli. E questi sarebbero i difensori degli animali? No sono solo rompiscatole umani.

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