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Il silenzio di quelli che hanno voluto la e-Brt e che hanno portato il caos in città (e non solo)

Il progetto nacque attorno al Tavolo Ocse. Camera di commercio, Confindustria UniBg, Comune, Provincia... Oggi nessuno di loro ha il coraggio di esporsi. Eppure già quattro anni fa PrimaBergamo titolava: “Ma il traffico dove lo deviamo?”

Il silenzio di quelli che hanno voluto la e-Brt e che hanno portato il caos in città (e non solo)

La prima volta che sentii parlare della e-Brt – che però non si chiamava ancora così – era il 2017. Stavo scrivendo un articolo sul Tavolo Ocse, poi diventato Tavolo Bergamo 2030. Uno spazio d’incontro e confronto tra i poteri economici e politici della città in cui discutere e immaginare il futuro del territorio.

Provo un’innata idiosincrasia per questo tipo di iniziative e quindi cercai di capire se ci fosse solo tanta fuffa o anche un po’ di sostanza. E fu allora che mi parlarono di un progetto di mobilità sostenibile alternativa in fase di studio: una linea “green” che collegasse la città al polo d’Ingegneria di Dalmine e a realtà importanti di Confindustria. Interessante, pensai. Ma finì lì.

Salto temporale: 2021, il Covid è ancora un’ombra incombente. Nasce il Pnrr, un piano di finanziamenti europei mai visto prima. Un po’ tutti sono invitati a presentare proposte che non solo rialzino l’economia in ginocchio, ma tentino anche di immaginare un futuro migliore.

I fondi a disposizione sono tanti, le opportunità enormi. Da un cassetto della Camera di commercio salta fuori quel progetto abbozzato alcuni anni prima, fortemente sostenuto proprio da largo Belotti in sinergia con industriali e Università e che, nel frattempo, Palazzo Frizzoni aveva addirittura inserito nel suo Piano urbano della mobilità sostenibile (Pums). Un paio di riunioni, l’ok anche degli altri partecipanti al fu Tavolo Ocse (ovvero Comune, Provincia, associazioni d’impresa, sindacati, finanche la Diocesi) e la decisione di provarci.

Ovviamente, lo studio viene aggiornato, sistemato. Nasce il nome e-Brt, ovvero “electric bus rapid transit”. E ottiene i fondi necessari: 84 milioni di euro. Il bando di gara per l’affidamento della progettazione esecutiva è del dicembre 2022, poi aggiudicato all’impresa Vitali nel maggio 2023. A seguire (…)

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