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Inflazione, Bergamo prima città della Lombardia: 559 euro in più all'anno per famiglia

Il capoluogo orobico si posiziona al decimo posto nella classifica delle città italiane più colpite dagli aumenti dei prezzi

Inflazione, Bergamo prima città della Lombardia: 559 euro in più all'anno per famiglia
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L'inflazione continua a pesare sulle tasche delle famiglie bergamasche. Secondo i dati di febbraio 2025 elaborati dall'Unione nazionale consumatori sulla base delle rilevazioni Istat, Bergamo si colloca al decimo posto nella classifica nazionale delle città con il maggior impatto economico dovuto all'aumento dei prezzi e prima in Lombardia.

La classifica nazionale

Con un tasso d'inflazione tendenziale del 2 percento, una famiglia media bergamasca si trova a spendere ben 559 euro in più all'anno rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Un dato che posiziona Bergamo al vertice in Lombardia per quanto riguarda l'impatto dell'inflazione sui bilanci familiari.

La graduatoria nazionale vede in testa Bolzano, dove l'inflazione del 2,6 percento comporta una spesa aggiuntiva annua di 753 euro per una famiglia media. Segue Rimini con un'inflazione del 2,7 percento e un incremento di spesa di 734 euro, mentre al terzo posto troviamo Siena (aumentata del 2,6 percento, pari a 663 euro annui). La top ten si completa con Padova, Siracusa, Bologna, Imperia, Piacenza, Ferrara e appunto Bergamo.

N. Città Rincaro annuo per famiglia media (in euro) Inflazione annua di febbraio
1 Bolzano 753 2,6
2 Rimini 734 2,7
3 Siena 663 2,6
4 Padova 617 2,4
5 Siracusa 600 2,8
6 Bologna 584 2,1
7 Imperia 582 2,6
8 Piacenza 571 2,1
8 Ferrara 571 2,1
10 Bergamo 559 2
11 Arezzo 536 2,1
12 Belluno 528 2,2
13 Pordenone 513 2,1
14 Pistoia 510 2
15 Alessandria 500 2
15 Gorizia 500 2,2
17 Roma 492 1,9
18 Como 475 1,7
19 Venezia 474 1,8
20 Trento 471 1,6
21 Trieste 464 1,9
22 Napoli 463 2,1
22 Vicenza 463 1,8
22 Treviso 463 1,8
25 Ravenna 462 1,7
26 Potenza 435 2
27 Pescara 424 1,9
28 Macerata 423 2,1
29 Terni 417 1,7
30 Udine 415 1,7
31 Verona 411 1,6
32 Reggio Emilia 408 1,5
33 Genova 396 1,6
34 Lecco 394 1,5
35 Perugia 393 1,6
35 Brescia 391 1,4
37 Cosenza 390 2,2
38 Torino 385 1,5
39 Massa-Carrara 383 1,5
39 Grosseto 383 1,5
ITALIA 376 1,6
41 Catania 376 1,7
42 Cuneo 375 1,5
43 Cagliari 374 1,8
44 Vercelli 373 1,6
45 Reggio Calabria 372 2,1
46 Messina 364 1,7
47 Varese 363 1,3
47 Pavia 363 1,3
47 Avellino 363 1,7
50 Rovigo 360 1,4
51 Pisa 357 1,4
52 Milano 343 1,2
53 Teramo 335 1,5
54 Lucca 332 1,3
55 Palermo 331 1,5
56 Viterbo 328 1,3
57 Parma 326 1,2
58 Ascoli Piceno 322 1,6
59 Benevento 321 1,5
60 Mantova 315 1,2
61 Campobasso 311 1,5
62 Livorno 306 1,2
62 Ancona 306 1,4
64 Biella 303 1,3
65 Novara 300 1,2
66 Modena 299 1,1
67 Olbia - Tempio 282 1,4
68 Cremona 279 1
68 Trapani 279 1,3
70 Brindisi 266 1,4
71 Sassari 262 1,3
72 Bari 255 1,3
73 Forlì-Cesena 245 0,9
74 Firenze 235 0,9
75 Aosta 234 0,9
76 Catanzaro 230 1,3
77 Caserta 214 1
78 Lodi 210 0,8

Fonte: Unione Nazionale Consumatori su dati Istat

La situazione in Lombardia

In Lombardia l'inflazione ha subito un aumento rispetto ai mesi precedenti: a febbraio il tasso annuo era all'1,6 percento, in crescita rispetto a gennaio e ai valori più alti registrati da settembre 2023, quando l'inflazione regionale aveva toccato il 5,7 percento.

I settori che hanno fatto registrare i maggiori aumenti su base annua nella nostra regione sono il comparto delle bevande alcoliche, le assicurazioni e la ristorazione. Bergamo, con il suo 2 percento, si posiziona quindi sopra la media regionale, confermando una tendenza all'aumento dei prezzi più marcata rispetto ad altre province lombarde.

Il caro energia e le misure di sostegno

Tra i fattori che stanno contribuendo al carovita, a giocare un ruolo significativo è la nuova fiammata dei prezzi dell'energia. Per far fronte a questa situazione, il governo ha recentemente introdotto un bonus bollette destinato alle famiglie con Isee fino a 25 mila euro. Una misura che, secondo gli esperti del settore, può fornire un sostegno temporaneo ma non risolutivo. Il problema, infatti, rischia di ripresentarsi nel lungo periodo senza un piano energetico efficace e sostenibile.

L'impatto sulle famiglie

«I prezzi non hanno mai smesso di crescere, ora lo fanno in modo più veloce - avverte Mina Busi, presidente di Adiconsum Bergamo, a L'Eco di Bergamo - e lo vediamo quotidianamente. Dalla spesa ai trasporti, dalle bollette alle assicurazioni, non c'è ambito della vita quotidiana che non sia stato toccato da aumenti».

La conseguenza è che le famiglie bergamasche debbano fare i conti con una capacità di spesa sempre più ridotta, trovandosi costrette a operare scelte difficili su cosa acquistare e cosa rinunciare a comprare. In questo contesto, l'Unione nazionale consumatori segnala anche una preoccupante riduzione dei consumi alimentari, con le famiglie che riducono la qualità o la quantità della spesa alimentare per far fronte agli aumenti generalizzati.

Commenti
Battiste

Il governo .M.... che fa?????

Massi

So prope contet

Gianluigi

Visto che siamo nati tutti allo stesso modo viviamo nello stesso paese e mangiamo tutti allo stesso modo e.......... perché non valutare il paniere allo stesso modo? e non siano i soliti a pagare?

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