“Residenza fittizia – The Movie”

La scontro tra le camperiste Elena e Alessia e Treviglio diventa un corto (guardalo qui)

La coppia aveva fatto richiesta per ottenere la residenza senza fissa dimora, ma dopo sei mesi di battaglie burocratiche il Comune gliela aveva negata. Ad Arcene l'hanno ottenuta in pochi giorni

Attualità 30 Aprile 2021 ore 16:14

La battaglia contro la burocrazia trevigliese delle giovani camperiste Elena Gatti e Alessia Fabiano aveva fatto scalpore, tanto da essere ripresa anche dai media nazionali. Perché dopo sei mesi passati a discutere con gli uffici comunali di Treviglio per ottenere la residenza senza fissa, con tanto di inviti a trasferirsi nel campo rom di via Calvenzano, alla fine la coppia si era rivolta ad Arcene, dove la pratica era stata evasa in cinque giorni.

Ora, come raccontano i colleghi di PrimaTreviglio che per primi avevano raccolto la testimonianza della fotografa e della cantante, la loro vicenda è al centro di un cortometraggio da 25 minuti diventato virale su YouTube, con oltre 4mila visualizzazioni.

«Vista la quantità di persone che ci chiedevano di raccontare la nostra esperienza, abbiamo pensato di farlo attraverso un video molto ironico», spiegano le due giovani donne, che già in passato si erano raccontate su YouTube e che martedì sera (27 aprile) hanno pubblicato sul proprio canale il video Residenza fittizia – The Movie.

L’antefatto

Elena e Alessia avevano avviato la pratica per ottenere la residenza senza fissa dimora a settembre del 2020, dopo aver scelto di vivere in camper per essere più comode negli spostamenti richiesti dalle rispettive attività. L’Amministrazione comunale e gli uffici trevigliesi, nonostante ci fosse già un precedente, dopo aver tenuto in sospeso le due coniugi per mesi, avevano respinto senza una motivazione valida la richiesta.

Un rifiuto immotivato, tanto che la coppia aveva scritto una lettera invitando i cittadini di Treviglio, prossimi alle elezioni, a «non dare il proprio voto a chi cura più la propria immagine personale che i diritti dei cittadini».