La sanità lombarda è sesta in Italia. E il governatore Fontana "sbrocca"
«Questi parametri sono tutte pu..anate», dice il governatore. Ma su medicina del territorio, liste d’attesa, carenza di medici c’è molto che non va

di Wainer Preda
La sanità, quella tutta acronimi, li definisce Lea. Ma non hanno nulla a che vedere con la “divina” del tennis italiano, la compianta Pericoli. Si tratta invece dei cosiddetti Livelli essenziali di assistenza.
Ovvero, le prestazioni e i servizi minimi che il Sistema sanitario nazionale è tenuto a garantire ai cittadini. Ebbene, proprio intorno ai Lea in settimana si è combattuta un’aspra polemica a più voci. Fra il ministero, Regione Lombardia, sindacati, medici e chi più ne ha più ne metta. Unici assenti, guarda caso, i pazienti.
Tutto comincia con la pubblicazione da parte del ministero della Salute delle classifiche sulla qualità delle cure nelle diverse regioni italiane. La graduatoria, come ogni anno, valuta l’efficienza dei sistemi sanitari regionali attraverso 24 indicatori, in tre macro-aree: prevenzione, assistenza ospedaliera e distrettuale.
In pratica, il ministero misura quanto ogni Regione riesca effettivamente a garantire ai cittadini in termine di prestazioni sanitarie essenziali. Una sorta di pagella annuale che quest’anno vede in testa il Veneto. Seguito da Toscana, provincia autonoma di Trento ed Emilia Romagna.
La Lombardia scende al sesto posto. Lesa maestà alla (presunta e strombazzata) eccellenza. Il governatore lombardo Attilio Fontana non l’ha presa granché bene. E ci ha visto il complottone. «Sono cose assolutamente inaccettabili - ha tuonato - . I parametri indicati non hanno niente a che vedere con il funzionamento della sanità, sono cose cervellotiche che hanno l’obiettivo di penalizzarci. Codici interpretabili in differenti modi, tra diverse aziende sanitarie e Regioni. Non può essere questo il metodo di giudizio del funzionamento della sanità».
E ancora. «Sono tutte, se posso usare un termine giuridico, pu..anate», ha rincarato. «La Lombardia, proprio perché è la migliore, sta sulle balle a tutti». E punta il dito contro Roma, «rea di attacchi ingiustificati per crearci difficoltà».
Passano un paio d’ore ed ecco la risposta del ministero (mai così celere prima, a dire il vero). «La reazione del governatore è mal indirizzata e il linguaggio inopportuno» bacchettano da Roma (...)
Cambiato pseudonimo?
Strano
Dov'è Marcello?
Caro Fontana, provi anche lei a cercare di curarsi con il servizio santario lombardo, si renderebbe subito conto dello situazione assurda e insostenibile che avete creato lei e i suoi predecessori. Finché se ne sta arroccato a palazzo, non può rendersene conto.
Vergognati