I cantieri

Lavori del raddoppio ferroviario in vergognoso ritardo: il Comune di Curno chiede tempi certi

In Provincia il confronto tra parlamentari, consiglieri regionali e amministratori locali sui ritardi. Chiesto un incontro urgente a Rfi e Ministero

Lavori del raddoppio ferroviario in vergognoso ritardo: il Comune di Curno chiede tempi certi
Aggiungi Prima Bergamo alle tue fonti preferite

Tempi certi e cronoprogrammi realistici per tutti i cantieri del raddoppio ferroviario. È questa la richiesta uscita dall’incontro di venerdì 2 ottobre in Provincia organizzato dalla sindaca di Bergamo Elena Carnevali e dal presidente della Provincia Gianfranco Gafforelli, al quale hanno partecipato i parlamentari e i consiglieri regionali bergamaschi.

Un confronto tutto politico, senza la presenza di Rfi, nato per fare il punto sui ritardi accumulati lungo la tratta e sulle difficoltà che i Comuni stanno affrontando nella gestione dei cantieri.

Tra gli amministratori intervenuti anche il sindaco di Curno, Andrea Saccogna, che ha portato all’attenzione soprattutto la situazione di via Fermi e i disagi quotidiani vissuti dai cittadini. Il risultato concreto, per ora, è un impegno condiviso: tutti i rappresentanti politici presenti, senza distinzioni di appartenenza, hanno deciso di trasmettere a Rfi e al Ministero un documento che riassuma quanto emerso dall’assemblea, accompagnato dalla richiesta di un incontro urgente.

«Vorremmo avere tempi certi da comunicare alla popolazione. Il cantiere di via Fermi sarebbe dovuto partire nell’ottobre 2024 e durare sette mesi. I lavori sono invece iniziati nel marzo 2026 e la conclusione era prevista per agosto, ma il termine non è stato rispettato».

La richiesta che Curno porterà al tavolo è quindi innanzitutto quella di avere un quadro aggiornato e credibile dello stato dei lavori, dato che finora tutte le deadline comunicate sono state prorogate. «Ora bisogna avere un quadro preciso, anche alla luce di quello che succederà con la possibile risoluzione dei contratti».

Proprio quest’ultimo aspetto aggiunge un ulteriore elemento di incertezza. Rfi ha infatti ipotizzato di procedere alla rescissione dei contratti con l’impresa (…)

Continua a leggere sul PrimaBergamo in edicola fino a giovedì 15 ottobre, o in edizione digitale QUI