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Senza ascensori

L'eterno lockdown di Francesca e Tina nelle case Aler di Bergamo e Costa Volpino

Accade a Monterosso e nel Comune del Sebino. La prima, 104 anni e sulla sedia a rotelle, abita al terzo piano. L'altra è invalida e non può scendere le scale

L'eterno lockdown di Francesca e Tina nelle case Aler di Bergamo e Costa Volpino
Attualità Bergamo, 27 Agosto 2022 ore 09:12

di Wainer Preda

Francesca Moioli ha 104 anni e vive a Bergamo. Tina Romele, invece, di anni ne ha 67 e abita a Costa Volpino. La prima è sulla sedia a rotelle da quasi due decenni, passati in un appartamento al terzo piano di una palazzina di Monterosso.

La seconda è invalida al cento per cento e dal 2013 sopravvive grazie a un respiratore portatile. Inseparabile, perché solo parlare le toglie il fiato. Ma invalidante, perché in cucina ossigeno e fiamme dei fornelli non vanno molto d’accordo.

Abita al secondo piano, Tina. Ma come per Francesca solo scendere le scale è un’impresa titanica, che potrebbe rivelarsi fatale. Avrebbe anche una sedia a rotelle che le ha regalato il figlio, ma l’edificio in cui vive ha un problema. Lo stesso che Tina ha nel suo. È privo di ascensore.

Da tempo le due poverette sono bloccate, in un perenne lockdown anche se il lockdown non c’è, nelle loro case. Case Aler. Francesca è assistita dal figlio Vittorio, 72 anni e una pensione modesta.

È lui che cerca d’aiutarla, andando a piedi su è giù per tre piani e cento gradini, da quell’appartamento di via Leonardo Da Vinci. In un’estate calda, che più calda e faticosa non si può. Servirebbe almeno un condizionatore in casa, alla mamma. Perché 104 anni sono un’età invidiabile, ma non se vissuta nel sudore e nel bisogno.

L’impianto non c’è. E le soluzioni che hanno valutato finora sono economicamente insostenibili. E allora si sono rivolti all’Aler.

Lo stesso ha fatto Tina. La assiste il marito Benvenuto. È lui che fa da mangiare e sbriga le faccende di casa. Ma non può certo caricarsi la moglie sulle spalle per provare la discesa (e poi la risalita) del loro piccolo Everest. L’Ats di Bergamo gli ha fornito un montascale. Ma non andava bene. Troppo grande: non riusciva a girare sul pianerottolo (...)

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