Non è che abbia scoperto granché, l’indagine epidemiologica dell’Ats di Bergamo per valutare lo stato di salute del territorio attorno all’aeroporto di Orio al Serio. Presentando l’esito dello studio commissionato da Sacbo, il direttore generale della Azienda territoriale della Salute, Massimo Giupponi, ha spiegato che «il quadro epidemiologico conferma quello precedente». Ovvero: non ci sarebbe nessun incremento di patologie nella popolazione esposta.
Giupponi ha anticipato i risultati della ricerca ai sindaci di Bergamo, Azzano San Paolo, Bagnatica, Brusaporto, Grassobbio, Lallio, Orio, Seriate, Stezzano e Treviolo. Per ciò che concerne la qualità dell’aria, l’analisi di Ats si è concentrata sulle polveri sottili Pm10 e Pm2,5 e sul biossido d’azoto.
Ebbene, stando ai rilievi, «le emissioni aeroportuali non determinano incrementi quantitativamente rilevanti di eventi sanitari nella fascia di popolazione esposta», ha detto. In pratica, sostiene la ricerca, non ci sarebbe nessuna prova che gli aerei pesino ulteriormente su patologie respiratorie, cardiache o peggio, di chi vive sotto le traiettorie dei jet.
«Lo studio condotto da Ats mostra un quadro confortante – ha commentato il presidente di Sacbo, Giovanni Sanga -. Non c’è nessun “caso aeroporto”, ovvero l’attività aeroportuale non incide sulle patologie monitorate e oggetto di attenzione. È importante constatare come lo scenario della salute sia equivalente a quello che si mostrava dieci anni fa».
Tutt’altro paio di maniche la questione del rumore. Quella che, specie con i voli notturni, attanaglia i residenti del circondario (…)