La storia

Lo shopping per una persona cieca? Enea spiega che è una corsa a ostacoli

Cabra, cinquantenne di Stezzano, ci ha raccontato quanto è complicato per un ipovedente fare compere in un centro commerciale

Lo shopping per una persona cieca? Enea spiega che è una corsa a ostacoli
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di Laura Ceresoli

Fare acquisti senza ostacoli, utilizzando percorsi protetti e mappe tattili lungo l'intero perimetro de Le Due Torri di Stezzano. È questa la proposta lanciata da Enea Cabra, un cinquantenne di Stezzano che qualche giorno fa ci ha raccontato quanto è complicato per un ipovedente come lui recarsi a fare shopping in un centro commerciale.

Eppure in molte città italiane realtà inclusive come quella descritta già esistono da tempo e stanno riscuotendo molti consensi. A Corigliano, in provincia di Cosenza, per esempio, le persone con disabilità visiva possono fare shopping in modo indipendente grazie a mappe sulle quali è riportata in rilievo, con marcatura braille, la posizione di ogni negozio o servizio. Osservando il circuito tattilo-plantare, attraverso la guida dell'appropriato bastone bianco, si può arrivare nelle posizioni di interesse.

«Sarebbe bello se anche da noi si potessero introdurre questi nuovi dispositivi - dice Enea - oppure basterebbe attrezzare il centro commerciale di guide per disabili o volontari disposti ad accompagnare noi ciechi nell’area ristorante o al supermercato. Sul sito del Comune propongono il questionario che riguarda l’abbattimento delle barriere architettoniche».

«Intanto che si fa questo - continua - perché non si istituisce anche un bel servizio di accompagnamento per chi non può guidare la macchina come il sottoscritto per andare nei posti dove non si può accedere a piedi? Io l'altra sera, per esempio, sentivo proprio il bisogno di uscire, ma sono stato costretto a stare in casa per due motivi: primo perché non c’è un ristorante aperto il lunedì dove io possa accedere. Secondo perché non posso guidare per arrivare fino al centro commerciale (a piedi è troppo pericoloso) e se lo chiedo agli amici, chissà perché, sono tutti impegnati».

Di qui la proposta di istituire, magari anche dietro compenso, un servizio di accompagnamento (...)

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