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Lo studio del Mario Negri: dalle acque di scarico si può "anticipare" il Covid-19

Realizzato in collaborazione con l'Università degli Studi di Milano, ha dimostrato come questo sistema sia molto efficace per esaminare l’andamento della curva epidemiologica. I risultati in Bergamasca

Lo studio del Mario Negri: dalle acque di scarico si può "anticipare" il Covid-19
Attualità 25 Maggio 2021 ore 18:01

di Elena Conti

Un metodo sviluppato già nel 2005, che ha consentito di monitorare l’andamento della pandemia da Covid-19 e di prevederne la curva fino a due settimane in anticipo analizzando il virus presente dei reflui urbani. Questo approccio innovativo, chiamato «epidemiologia delle acque reflue», è stato messo a punto dall’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri (Dipartimento Ambiente e Salute) e dall’Università Statale di Milano (Dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute), con il contributo di Regione Lombardia.

Lo studio, pubblicato sul sito medRxiv, è il primo in Italia per numero di campioni analizzati e si è rivelato molto efficace per esaminare l’andamento della curva epidemiologica rispetto ad altri sistemi vigenti. Sono stati prelevati oltre 100 campioni nei collettori di ingresso delle aree più colpite dal Covid della Bergamasca, tra cui la città di Bergamo e i paesi di Brembate e Ranica, e in altre zone della Lombardia come Brescia, Cremona, Crema, Lodi e Milano a partire dalla fine di marzo fino alla metà di giugno 2020. Nel 61 per cento dei campioni totali analizzati è stata riscontrata la presenza dell’Rna virale, ma il virus è stato trovato soprattutto a Bergamo (80 per cento dei campioni bergamaschi) e a Brescia (77 per cento). Durante la prima ondata la carica virale era elevatissima, mentre nei mesi seguenti si è affievolita fino a negativizzarsi a metà giugno. Dati in linea con il numero dei casi riscontrati nei diversi periodi.

«L’Istituto Mario Negri - spiega Ettore Zuccato, capo laboratorio dipartimento Ambiente e Salute dell’Istituto Mario Negri - ha sviluppato l’approccio innovativo chiamato “epidemiologia delle acque reflue” nel 2005 per stimare il consumo di sostanze quali droghe d’abuso, alcool e farmaci nella popolazione mediante analisi di metaboliti urinari nei reflui urbani non trattati. L’anno scorso ci siamo subito adoperati per sviluppare una nuova applicazione legata all’analisi di virus nei reflui urbani».

«L’Università Statale di Milano - aggiungono Sandro Binda ed Elena Pariani, docenti dell’Ateneo, entrambi impegnati nella rete di sorveglianza integrata Covid-19 in Lombardia - si occupa di sorveglianza virologica ambientale da oltre un decennio, ossia l’analisi di reflui urbani prelevati all’ingresso di un depuratore per identificare l’introduzione e la distribuzione di virus eliminati dal tratto fecale, tra cui Enterovirus».

Grazie all’indagine realizzata nel corso della prima ondata, ora è stata messa a punto una metodologia efficace che analizza la concentrazione di Rna virale dai reflui urbani mediante PCR real time, che è stata applicata anche nell’autunno 2020 fino alla primavera 2021. I risultati saranno presto disponibili e la Regione continuerà a promuovere questo sistema di sorveglianza anche per il monitoraggio di altri virus.

«Come dimostrato dal presente studio - sostiene Sara Castiglioni dell’Istituto Mario Negri -, la sorveglianza virologica dei reflui urbani ha grande potenzialità di impiego poiché permette di ottenere un profilo dei contagi includendo contemporaneamente le infezioni sintomatiche e asintomatiche di un’intera popolazione».