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in piazza vittorio veneto

Mercoledì 26 maggio flash mob dei sindacati edili a Bergamo: «Basta ai morti sul lavoro»

La manifestazione è prevista dalle 10.30. Si svolgerà in contemporanea anche a Roma, Ancona, Napoli, Palermo e Alessandria

Mercoledì 26 maggio flash mob dei sindacati edili a Bergamo: «Basta ai morti sul lavoro»
Attualità Bergamo, 24 Maggio 2021 ore 16:40

Flash mob dei sindacati edili mercoledì prossimo, 26 maggio, che scenderanno in piazza in sei città italiane per dire basta alle morti bianche. Le manifestazioni si svolgeranno tutte in contemporanea, dalle 10.30, a Bergamo, Roma, Ancona, Napoli, Palermo e Alessandria nella settimana scelta da Cgil, Cisl e Uil per rivendicare nuovamente la sicurezza nei luoghi di lavoro.

«Qui a Bergamo siamo stati fortemente scossi dalla morte di tre lavoratori in pochi giorni – sottolineano Giuseppe Mancin di Feneal-Uil, Simone Alloni di Filca-Cisl, Luciana Fratus e Donato Bianchi di Fillea Cgil Bergamo e Valle Camonica -. Chiediamo più controlli, ma anche più prevenzione e formazione, il rafforzamento delle sanzioni, l’incremento dell’organico per la vigilanza, l’attuazione della patente a punti e l’applicazione del contratto edile».

Nello specifico in città, in piazza Vittorio Veneto, verrà srotolato un striscione, mentre lo street artist William Gervasoni, in arte Wiz Art, realizzerà un’opera dedicata al tema. «Denunciamo anche la deregolamentazione del codice degli appalti inserita nell’ultimo decreto semplificazioni – evidenziano i sindacalisti -. Liberalizzare il subappalto e non applicare il codice non significa snellire la burocrazia, bensì favorire la concorrenza sleale e ridurre le tutele, a scapito anche della salute e della sicurezza dei lavoratori edili».

«Consideriamo grave e sbagliato l'orientamento che il Governo sembrerebbe prendere con questo decreto – concludono - aprirebbe solo la strada a una riduzione dei diritti per chi lavora sugli appalti, alla scarsa qualità del lavoro, delle opere, a una maggiore insicurezza nei cantieri e, infine, al rischio di alimentare corruzione e illegalità».