Dopo i timori espressi da residenti e negozianti durante l’assemblea dello scorso 12 maggio, il dibattito sul Piano urbano della mobilità sostenibile (Pums) di Zanica entra nel vivo.
Al centro del contendere ora non ci sono più soltanto le corsie e i sensi unici di via Roma o via Libertà, ma il destino stesso del tessuto economico del paese che, secondo le opposizioni, sarebbe a rischio.
Il sindaco Luigi Locatelli ha però allargato l’orizzonte del problema a una crisi strutturale che va ben oltre i confini comunali: in Italia sono scomparsi oltre 156 mila negozi in tredici anni.

«Pensare di invertire questa tendenza semplicemente aumentando il traffico automobilistico davanti alle vetrine è un’illusione – replica la lista di maggioranza “Zanica futuro Comune” -. Non esistono scorciatoie, e soprattutto non funzionano ricette vecchie per problemi nuovi. Noi scegliamo una strada diversa, concreta e basata su dati ed esperienze reali: rigenerazione urbana, mobilità sostenibile, parcheggi più ordinati e meglio organizzati. Tutto questo per rendere Zanica più vivibile, attrattiva e frequentata, favorendo il passaggio delle persone e la permanenza nei luoghi. Perché sono le persone, non le auto di passaggio, a far vivere il commercio».

La lista del sindaco rivendica inoltre gli investimenti già messi in campo, dagli eventi natalizi alla Notte della Musica fino alla Festa dello Sport, ribadendo che «continuare a difendere modelli superati non aiuta i commercianti, li indebolisce. Serve il coraggio di cambiare approccio e di costruire strategie moderne. Noi questa responsabilità ce la assumiamo».
Una difesa che la lista di minoranza “Zanica civica” rispedisce al mittente, accusando la giunta di inseguire mode urbanistiche nate per le grandi metropoli (…)