A distanza di circa tre anni (era il 3 maggio 2023) dal primo caso, l’allarme della Culla per la Vita alla sede della Croce Rossa di Bergamo, nel quartiere di Loreto, è suonato nuovamente la mattina di oggi, domenica 19 aprile, poco dopo le 9.30. I controlli sono subito scattati: nessun falso allarme, qualcuno aveva davvero lasciato un bimbo lì.
I soccorsi sono arrivati quasi subito, insieme a una volante della Questura. Il neonato stava bene: condizioni nella norma, peso anche. Visitato e nutrito sul posto, è stato poi affidato ai medici dell’ospedale Papa Giovanni.
«Ti amo tantissimo»
Di fianco al piccolo è stata trovata anche una lettera. Poche righe, come riporta L’Eco di Bergamo: «Ti auguro tanta gioia e serenità che non siamo in grado di darti. Ti amo tantissimo». L’Asst Papa Giovanni XXIII, ricordando che le donne hanno il diritto di partorire in sicurezza e in anonimato in ospedale, dedica un pensiero anche alla madre del piccolo, la quale potrà rivolgersi ai medici in qualsiasi momento: «Le saranno assicurate accoglienza, ascolto e ogni supporto sanitario e umano, nel massimo rispetto della sua tutela. L’Asst Papa Giovanni XXIII continuerà a prendersi cura del bambino con dedizione e professionalità, garantendo al contempo la massima discrezione nei confronti di tutte le persone coinvolte».
Il commento della sindaca Carnevali
Anche la sindaca Elena Carnevali ha commentato il ritrovamento del neonato:
«Il bambino trovato questa mattina nella Culla per la Vita è un gesto che possiamo leggere come un ultimo atto d’amore: la scelta di una madre di affidare il proprio bambino perché altri genitori possano prendersene cura e garantirgli un futuro sereno. Si tratta di una decisione difficile e profondamente dolorosa, maturata con ogni probabilità in una situazione di grande fragilità, della quale non conosciamo i contorni e che merita rispetto e non giudizio. La Culla per la Vita presso la Croce Rossa Italiana rappresenta uno strumento prezioso, nato grazie all’iniziativa e alla sensibilità dell’Associazione Donne Medico, che si affianca a un’altra possibilità fondamentale: quella di poter partorire in anonimato in ospedale, in condizioni di sicurezza e tutela per la madre e per il bambino. Sono opportunità importanti, che una comunità deve garantire per proteggere la vita e accompagnare, con discrezione e umanità, situazioni di grande difficoltà. Auguro a questo bimbo ogni bene».
Tre anni fa, Noemi
Come scritto, è la seconda volta che la Culla per la Vita alla Croce Rossa di Loreto “accoglie” un neonato. Nel maggio 2023 fu la volta della piccola Noemi, come venne ribattezzata. Un nome non casuale: in ebraico significa “dolcezza e gioia”. Un augurio per una vita felice a una creatura che, nonostante la situazione difficile, è stata circondata dall’affetto di tutti, sia della mamma che del personale sanitario che l’ha “adottata” in quei momenti.
Anche in quel caso, vicino alla bimba venne lasciata una lettera. C’era scritto: «Nata stamattina 3/05/23. A casa, solo io e lei (come in questi 9 mesi). Non posso, ma le auguro tutto il bene e la felicità del mondo. Un bacio per sempre (dalla mamma). Vi affido un pezzo importante della mia vita, che sicuramente non dimenticherò mai». Era la prima volta, da quando la Culla per la Vita era stata spostata dal monastero Matris Domini di via Locatelli, in centro città, alla Croce Rossa, che veniva lasciato lì un neonato. Oggi il secondo caso.