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Nicola Viscardi: «La sicurezza a Bergamo è un problema, ma il muro contro muro non serve»

Il manager del Duc racconta l’incontro con il questore e spiega l’assenza alla manifestazione del 16 maggio

Nicola Viscardi: «La sicurezza a Bergamo è un problema, ma il muro contro muro non serve»

«Non capisco il silenzio e l’assenza delle associazioni che dovrebbero rappresentarci e del perché non aderiscano a questa richiesta di maggiore sicurezza. La sicurezza è un diritto di tutti». Tiziana Fausti, titolare dell’omonima boutique sul Sentierone e vittima di una delle spaccate che nelle ultime due settimane hanno colpito diverse attività di Bergamo, ha pronunciato queste parole la mattina di sabato 16 maggio durante la manifestazione organizzata dal Comitato Bergamo Centro e a cui hanno partecipato alcuni commercianti del cuore della città per chiedere più sicurezza.

Uno sfogo comprensibile, ma anche un “atto di accusa” nei confronti di Distretto urbano del commercio (Duc), associazioni dei commercianti, Confcommercio e Confesercenti, che hanno deciso di non partecipare in prima persona al flash mob.

«Non mi pare il caso di entrare nella polemica – commenta Nicola Viscardi, manager del Duc -. Preciso solo che non è vero che non aderiamo alla richiesta di maggiore sicurezza, è ovvio che siamo d’accordo. Semplicemente quella è stata una manifestazione nella quale, come associazione, non siamo stati coinvolti e che ha preso una connotazione politica (all’organizzazione ha partecipato anche il movimento Patto per il Nord e tutti i partiti di centrodestra si sono accodati, ndr) che non rappresenta il nostro modo di affrontare la questione. Chi ha voluto, ha fatto benissimo a partecipare».

Che la questione sicurezza stia a cuore anche al Duc, del resto, è dimostrato dal fatto che nei giorni scorsi Viscardi ha incontrato il questore Vincenzo Nicolì.

«L’appuntamento l’avevamo fissato un mesetto fa, ma ha assunto un’ulteriore rilevanza dopo la preoccupante serie di fatti di cronaca (…)

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