Traffico bestiale

Per i “dannati” di via Baioni a Bergamo altri mesi di supplizio, tra cantiere e traffico

Chiuso viale Giulio Cesare per i lavori del nuovo scolmatore. Intorno allo stadio è di nuovo caos, che si scarica su Santa Caterina, Conca Fiorita bassa e Valtesse

Per i “dannati” di via Baioni a Bergamo altri mesi di supplizio, tra cantiere e traffico

Mercoledì 27 maggio. Le 8 del mattino e in via Baioni a Bergamo l’aria è già irrespirabile. Una lunga colonna di auto ferma ai semafori spande smog acre, che impiastra il cielo azzurro. Mentre da via Lazzaretto un altro serpentone si allunga fino alla rotonda dello stadio, bloccandola.

Sono gli effetti della chiusura di viale Giulio Cesare, una delle principali arterie di accesso alla città da nord, a causa dei lavori per il nuovo canale scolmatore.

Per quattro mesi, fino al 19 settembre, il collegamento diretto fra lo stadio e piazzale Oberdan è di fatto interrotto. I veicoli in arrivo da Monterosso, giunti all’incrocio della curva sud, si trovano davanti le reti dei lavori e un’inequivocabile cartello: deviazione.

Nei giorni scorsi, raccontano i residenti della zona, è stato uno “spettacolo” di inversioni di marcia. Poi con il passare del tempo molti automobilisti hanno capito che di lì non si passa e il rettilineo che costeggia lo stadio si è progressivamente svuotato.

Ma non negli orari di punta. Anzi, in quelli la situazione è peggiorata. L’enorme traffico che di solito gravita su Giulio Cesare si è scaricato su via Baioni. Qui, all’incrocio con via del Lazzaretto è stato installato un semaforo provvisorio. Serve a gestire soprattutto le svolte dei bus Atb delle linee 6 e 9. Ma al mattino e alla sera provoca code che arrivano fino alla rotatoria di via Marzabotto, paralizzando la circolazione anche dei veicoli che si dirogono verso l’esterno della città.

L’interruzione di Giulio Cesare poi spinge molti automobilisti a cercare alternative. I navigatori suggeriscono le vie secondarie e interne. Il risultato è che il traffico si riversa nei quartieri. Santa Caterina, Conca Fiorita bassa e Valtesse (…)

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