Francesco Giuseppe sempre illuminato. Qualsiasi sia il problema, la soluzione tentata non e' mai quella giusta. Del resto una controproposta non arriva mai, se non un generico: "poveri quelli che usano l'auto per lavoro che devono sempre fare fatica".
Grazie Francesco.
Commenti su: Quando la bellezza (e il fresco) diventano a pagamento. Anche in Bergamasca
Ormai i sindaci pensano e si credono i nuovi feudatari del territorio, titolari di ogni diritto e cessazione verso chiunque. Dopo l'imu macroscopica alle seconde case, ci hanno fatto tornare alle cinte daziarie medievali ("Dove vai, chi sei, cosa porti? Un Fiorino" dicevano n vecchio film).
Qualunque sindachino pensa di rimpinguare le proprie casse col denaro di chi viene da fuori, da sperperare poi in idiozie totali o clientelismi vari. Vertova, Cusio, ma anche Roncobello, Foppolo, Ornica, ecc., per non parlare dei grandi comuni come Firenze, Venezia, Milano, ecc., che pur di farsi pagare inventano le tasse ecologiche.
Come scritto sopra i feudatari dei comuni pretendono sempre, senza dare masi nulla, imponendo anche obblighi ridicoli, come a Vertova, dove chiunque si rechi per lavoro in una delle aziende del territorio, deve lasciare il numero di targa per non farsi multare.
Ormai a questi nuovi dittatori manca solo la richiesta dello "Ius primae noctis", poi siamo nell'anno 1000.
Ma si rendono conto dello schifo che hanno prodotto? Altro che turismo e libertà di movimento...
Giusto, ma bisognerebbe far pagare di più chi viene da fuori provinicia
Io abito a Vertova ed è giusto che paghino. Visto che fanno tanto casino.
L'overtourism lo argini mettendo un numero chiuso non facendo pagare ticket di ingresso a chiunque passi di lì.