La disavventura

Ragazzi bergamaschi positivi al Covid in Spagna: costretti a dormire in spiaggia

Il tampone in aeroporto ha impedito loro di tornare, ma i Covid hotel sono pieni. Un padre: «Sono andato là in macchina, cosa potevo fare?»

Ragazzi bergamaschi positivi al Covid in Spagna: costretti a dormire in spiaggia
Attualità 17 Luglio 2021 ore 09:45

di Angelo Bosio

«A quel punto che cosa potevo fare? Mio figlio era positivo al Covid, lo hanno scoperto al controllo in aeroporto, è rimasto bloccato a Barcellona, ha passato tre notti in spiaggia... allora ho preso l’auto e sono andato a recuperarlo. Mille chilometri di andata e mille di ritorno».

Sta succedendo a diversi ragazzi bergamaschi che hanno deciso di trascorrere le vacanze a Barcellona e in Costa Brava, dove il contagio Covid ha ripreso vigore soprattutto fra i giovani: al momento di tornare a casa arrivano in aeroporto e vengono sottoposti al tampone e molti di loro vengono trovati positivi. Scatta la quarantena di quattordici giorni, quindi non possono salire sull’aereo. Ma si apre un problema: dove trascorrere la quarantena? I pochi Covid hotel sono tutti pieni e non ci sta più uno spillo. I soldi sovente sono finiti... Una situazione che per taluni ragazzi è diventata drammatica. Ci sono genitori che hanno preso l’automobile e sono andati a recuperarli.

Come Giovanni Locatelli, che è andato a riprendersi il figlio Paolo: «Mio figlio ha passato tre notti sulla spiaggia, non aveva più soldi per mangiare, che cosa dovevo fare? Sono partito la mattina alle sei e ho fatto una tirata fino a Barcellona, mi sono fermato due volte per mezz’ora, e poi via. Sono arrivato in Spagna, ci siamo incontrati, siamo andati a mangiare perché Paolo non mangiava dal giorno prima. Abbiamo trovato un albergo e la mattina dopo siamo partiti. Stava benone, in realtà tanti giovani sono positivi perché vanno nelle discoteche, si infettano facilmente, ma non si ammalano, qualcuno ha avuto due linee di febbre, a quanto mi hanno detto, ma niente di grave. Però c’è la quarantena da rispettare...».

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