Attualità
Vernice fresca

Ridipinta di verde la vedovella sul Sentierone, dopo la petizione online

La raccolta firme lanciata dall’avvocato Saita ha raccolto oltre 650 adesioni, così l’assessore Valesini ha deciso di fare marcia dietro

Ridipinta di verde la vedovella sul Sentierone, dopo la petizione online
Attualità Bergamo, 24 Agosto 2022 ore 15:23

Dalla mattina di oggi, mercoledì 24 agosto, si può già vedere la “vedovella” sul Sentierone tornata al suo colore originario, ovvero il verde. Certo, non è ancora disponibile ai frequentatori del centro di Bergamo, dato che la vernice è ancora fresca e ci vorranno diverse ore perché asciughi, con le transenne a delineare il perimetro e il cartello che indica il recente intervento, ma i “conservatori” saranno di certo soddisfatti.

I messaggi e i commenti sui social in questo senso non mancano, anche se nei giorni scorsi diversi utenti avevano criticato la decisione, da parte dell’avvocato Marco Saita, di lanciare una petizione online per riportarla al colore originario, dopo che l’Amministrazione aveva disposto di dipingerla di grigio scuro per adeguarla alla tinta dei lampioni dopo i recenti lavori. Ormai il legale è diventato una sorta di influencer-attivista in opposizione alla Giunta Gori, basti pensare alla recente trovata di travestirsi da albero in Piazza Dante. Anche stavolta ha lasciato il segno raccogliendo più di 650 adesioni, che avevano fatto fare marcia indietro all’assessore Valesini, il quale aveva dichiarato che, in fin dei conti, «il colore è secondario». Da qui l’operazione di restauro (o restaurazione, a seconda dei punti di vista), con i festeggiamenti degli affezionati del “drago verde” e buona pace di tutti gli altri.

C’era stato anche chi aveva fatto notare che, al di là della tonalità dell’oggetto, forse si poteva protestare per la mancanza di sufficienti fontanelle a disposizione di passanti, corridori e ciclisti in centro città. Tuttavia, il classico esercita sempre un forte richiamo nei confronti di chi è legato al territorio e cerca di conservarne le realtà identitarie, per cui l’iniziativa ha avuto talmente seguito che Palazzo Frizzoni ha dovuto riconsiderare la scelta fatta pochi mesi prima.

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