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coinvolti 90 lavoratori

Rsa di Vertova: da gennaio 2022 si applicherà il contratto collettivo nazionale degli enti locali

Così si annulleranno le differenze economiche, di orario di lavoro e di tutele che si erano create per poter contenere i costi di gestione

Rsa di Vertova: da gennaio 2022 si applicherà il contratto collettivo nazionale degli enti locali
Attualità Val Seriana, 02 Dicembre 2021 ore 17:16

A partire da gennaio dell’anno prossimo a tutto il personale dipendente della Fondazione Cardinal Gusmini di Vertova verrà applicato il contratto collettivo nazionale degli enti locali, annullando così le differenze economiche, di orario di lavoro e di tutele che si erano create per circa 90 operatori ai quali, per poter contenere i costi di gestione dell’Rsa, da qualche anno si applicava il contratto collettivo nazionale Uneba.

Ad annunciarlo sono stati i sindacati, che nei prossimi giorni incontreranno la dirigenza della Fondazione per definire il passaggio contrattuale. Una scelta condivisa dal presidente e dal consiglio d’amministrazione dell’Rsa, che hanno ritenuto opportuno valorizzare e fidelizzare il lavoro degli operatori della struttura, salvaguardandone le competenze e mettendole al servizio degli utenti.

«Non capita tutti i giorni di ricevere richieste che portino nelle tasche dei lavoratori importanti somme di denaro, condizioni di lavoro migliorative e possibilità di progressione di carriera - commentano i sindacalisti Giulio Pennacchia della Cisl Fp e Giorgio Locatelli della Fp Cgil –. Il nostro auspicio è che la scelta del consiglio di amministrazione e del presidente della Fondazione Gusmini, non scontata e di particolare attenzione verso il patrimonio umano, non resti una voce fuori dal coro ma venga seguita da molte altre Rsa della provincia».

A causa della carenza di personale, soprattutto infermieristico, la Fondazione si era trovata costretta a sospendere temporaneamente le degenze riabilitative, privando i cittadini del territorio seriano di questo servizio di cura e assistenza. In questo momento così delicato e critico, la Fondazione ha bisogno di mantenere all’interno della struttura il personale e di essere attrattiva per tutti i potenziali e futuri aspiranti dipendenti.

Diversi i progetti di riorganizzazione e di miglioramento in cantiere: la gestione sicura del farmaco, la cartella clinica informatizzata, l’ascolto e la partecipazione dei lavoratori a un percorso di analisi dello stress da lavoro correlato residuo dopo il periodo pandemico, affidato a uno staff specializzato.

«Si tratta di un investimento importante per il futuro della Fondazione – aggiungono i sindacalisti -, per il suo personale, per gli ospiti e i degenti. Come diciamo da sempre il personale non è un costo, ma una risorsa fondamentale sulla quale investire, che va adeguatamente retribuita e salvaguardata. È doveroso da parte delle nostre organizzazioni sindacali dare atto anche delle buone iniziative, mettendole in evidenza. Cogliamo anche l’occasione per ringraziare la collega Giovanna Bettoni di Fisascat Cisl che ha seguito con noi, in questi anni, la struttura di Vertova in rappresentanza del personale Uneba, per la collaborazione e la professionalità con cui ci accompagna in questo percorso di transizione».