Nuova proroga, ma questa volta con un calendario nero su bianco. La sperimentazione sulle nuove modalità di funzionamento del discusso semaforo di Colzate prenderà il via a marzo. Non il 2, come inizialmente ipotizzato, bensì intorno al 15.
I primi giorni del mese, come riportato oggi (sabato 21 febbraio) da L’Eco di Bergamo, saranno dedicati al monitoraggio dei flussi di traffico, passaggio ritenuto indispensabile prima di mettere mano all’impianto.
Siamo in uno dei punti più caldi della viabilità della Valle Seriana: il semaforo si trova nel territorio di Casnigo, ma regola l’immissione sulla 671 dei residenti di Colzate. E nelle ore di punta, sia in salita sia in discesa dalla valle, le code sono ormai una costante.
Un incrocio complicato
Da anni i pendolari chiedono lo spegnimento dell’impianto. Ma la questione è tutt’altro che semplice. Oltre alla strada che collega Colzate alla Statale 671, sull’altro lato si innesta l’accesso alla zona industriale. Un intreccio che rende delicata qualsiasi modifica.
L’iter per la rimodulazione dell’incrocio è partito nel 2024. A dicembre era stato annunciato lo spegnimento sperimentale per il 16 febbraio, ma nei giorni scorsi il cronoprogramma è stato rivisto dopo un nuovo incontro tra tutti gli enti coinvolti: Anas, Agenzia del Trasporto pubblico locale, Comunità montana della Valle Seriana, Comuni di Colzate, Casnigo e Vertova, oltre ai consiglieri regionali del territorio.
Le tre fasi della sperimentazione
Il nuovo calendario prevede tre step precisi: a inizio marzo Anas Lombardia avvierà il monitoraggio dei flussi di traffico, con particolare attenzione anche al tratto a valle del semaforo.
A metà del mese scatterà la prima fase operativa, con l’allungamento del rosso in uscita da Colzate verso la 671 fino a 4 minuti e 30 secondi. All’inizio di aprile partirà invece la seconda fase, con la chiusura totale della strada in uscita da Colzate.
In quest’ultimo caso resterà comunque consentito il passaggio ai mezzi del trasporto pubblico e alla Croce Verde, oltre che l’accesso a Colzate per chi scende da Clusone. Osservate speciali saranno anche le eventuali ripercussioni sulla viabilità interna tra Colzate e Vertova: il rischio di spostare semplicemente il problema di qualche centinaio di metri è uno dei nodi da sciogliere.
«Deciderà il tavolo, non un singolo ente»
La decisione finale arriverà solo dopo l’analisi dei dati raccolti nei mesi di prova. Come precisato a L’Eco dal presidente della Comunità montana, Giampiero Calegari, l’ultima parola sarà del tavolo che si è creato, non di un singolo ente. Nel frattempo, si sono ottenuti sei milioni per la progettazione di una nuova strada alternativa alle curve della Selva, mentre Anas sta cercando i fondi per sistemare la viabilità attuale.
Si dice soddisfatto il consigliere regionale Michele Schiavi, il quale ha spiegato che l’obiettivo è migliorare una situazione che impatta in modo evidente sulla vita dei pendolari. Ora tutto sarà determinato dai numeri: marzo sarà il mese della verità per uno degli incroci più discussi della Valle Seriana. I pendolari aspettano: meno code, meno clacson, meno minuti persi ogni giorno lungo la 671.