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Servono più dottori per il ripristino delle guardie mediche: Ats rende i bandi più attrattivi

L'agenzia sta cercando nuovo personale per la continuità assistenziale ed è fiduciosa di poter garantire «a breve una rete più adeguata»

Servono più dottori per il ripristino delle guardie mediche: Ats rende i bandi più attrattivi
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Per far ripartire, se non tutte e venti le sedi di continuità assistenziale che mancano all'appello, almeno una buona parte di queste, servono più medici. Una considerazione forse banale, ma intorno alla quale si sviluppano i problemi e le preoccupazioni di Ats, dei sindaci e dei territori rimasti senza medico di base.

38 medici su 70 interessati

Come spiega L'Eco di Bergamo, testata che per prima ha sollevato il problema della sopravvivenza di sole sette sedi di continuità assistenziale nella Bergamasca, Ats, dopo la scadenza del precedente contratto, ha riproposto ai professionisti medici una contrattualizzazione a 24 ore la settimana, ricevendo l’adesione di 38 medici su 70 potenziali interessati.

Un bando più attrattivo

Non abbastanza quindi per garantire la sopravvivenza dei presidi. Da qui è partita una nuova azione di Ats che «ha contattato i medici di assistenza primaria titolari, per poter arrivare a una turnazione in linea con le necessità». Non solo, a questo si aggiungerebbe anche un bando, con scadenza al 12 giugno, per il reclutamento di medici di Ca, con un impegno di 12 ore a settimana, e che quindi potrebbe essere più attrattivo per i medici, che così potrebbero continuare anche le proprie attività private in parallelo.

La promessa di Ats

Azioni quindi che fungono da rassicurazione per un territorio preoccupato e ormai da tempo piagato dall'assenza di medici di base o assillato dall'incertezza che la propria sede venga confermata o meno. Preoccupati sono i sindaci, ma anche gli ospedali, consapevoli di essere le prime a doversi assettare in base alle nuove esigenze dettate dalla mancanza di guardie mediche. Il rischio è quello della corsa in pronto Soccorso. La promessa di Ats è che «a breve potrà essere garantita la rete di Continuità assistenziale (Ca) più adeguata per un territorio complesso ed esteso come quello della nostra provincia»

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