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Sinistra Italiana Bergamo sull’e-Brt: «La sua progettazione solleva criticità, serve una verifica politica»

Dai dubbi sull'efficienza alle perplessità sul calo delle auto: il gruppo politico chiede un confronto tra tutte le forze della coalizione

Sinistra Italiana Bergamo sull’e-Brt: «La sua progettazione solleva criticità, serve una verifica politica»

Una verifica politica di metà mandato sul progetto dell’e-Brt e, più in generale, sulle politiche della mobilità urbana. È la richiesta avanzata da Sinistra per Bergamo, che, pur ribadendo il sostegno al potenziamento del trasporto pubblico, esprime una serie di perplessità sull’infrastruttura in fase di realizzazione (e ormai agli sgoccioli) tra Bergamo e Verdellino. Un argomento che, nelle ultime settimane, ha scatenato diverse polemiche, specialmente in merito alle corsie preferenziali che provocano code in città.

Le criticità: dall’isola di calore alla pista ciclabile

«Come forza di sinistra che ha contribuito alla coalizione progressista nel Comune di Bergamo, riteniamo che la serietà di una maggioranza si misuri sulla capacità di monitorare le grandi opere – si legge nella nota stampa di Sinistra Italiana Bergamo -. La e-Brt tra Bergamo e Verdellino ne è l’esempio: un’infrastruttura nata per potenziare il trasporto pubblico elettrico, principio che difendiamo contro i populismi delle destre che vorrebbero una mobilità ferma al passato e incentrata sul monopolio dell’automobile, ma la sua progettazione solleva criticità strutturali che l’amministrazione comunale di Bergamo deve affrontare».

«Se le corsie preferenziali protette per il trasporto pubblico sono necessarie, la scelta delle quattro corsie d’asfalto preoccupa per l’effetto “isola di calore”, il restringimento dei marciapiedi e la tombinatura della roggia Corleonesca. Sebbene il Consorzio di Bonifica abbia mitigato il rischio idrogeologico imponendo il raddoppio della portata idraulica, la copertura del canale resta una ferita ambientale che impedisce di ripensare il canale in chiave di infrastruttura verde».

«Una criticità significativa riguarda poi la mobilità dolce: l’eliminazione della pista ciclabile preesistente è uno spreco di investimenti e il nuovo assetto, in assenza di un itinerario alternativo, rischia di rendere impraticabili nodi come il sottopasso dell’asse interurbano, spingendo pericolosamente le bici nelle corsie centrali insieme a auto e camion».

«Rimangono inoltre forti dubbi di efficienza. Una corsia preferenziale esclusiva rischia di essere un paradosso, poiché non utilizzabile dagli altri autobus del servizio pubblico locale. L’e-Brt per come è stata progettata rischia così di indebolire la linea 5, togliendo capillarità ai quartieri, e di fare concorrenza alla ferrovia sulla stessa direttrice, dove il doppio binario esistente avrebbe dovuto suggerire una sperimentazione di tipo tram-treno per servire meglio le stazioni di Stezzano, Levate e Verdello».

«Riduzione del 10 per cento di auto? Ci pare ottimistico»

«Ipotizzare come stima Atb che questa sola opera generi da subito 4 milioni di utenti e riduca del 10 per cento le auto ci pare quantomeno ottimistico. Siamo curiosi di vedere quanti universitari per Dalmine o dipendenti del Kilometro Rosso utilizzeranno davvero le navette di collegamento alla e-Brt», conclude il gruppo.

«Chiediamo formalmente che l’e-Brt, e complessivamente le politiche della mobilità urbana, siano oggetto di una rigorosa verifica politica di metà mandato tra tutte le forze della coalizione. Il trasporto pubblico si difende rendendolo integrato e rispettoso dell’ambiente. L’amministrazione comunale di Bergamo ascolti i bisogni dei cittadini, le associazioni per costruire insieme una mobilità davvero sostenibile».