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la minaccia della frana

Tavernola: riparte il cementificio e le crepe sulla strada si allargano, Legambiente valuta un esposto

Le esplosioni che rimbombano nella cava per l'escavazione della marna allarmano i residenti della frazione Squadre

Tavernola: riparte il cementificio e le crepe sulla strada si allargano, Legambiente valuta un esposto
Attualità 18 Dicembre 2021 ore 14:40

C’è preoccupazione a Tavernola e Vigolo dopo la riapertura del cementificio e la ripresa dell’attività estrattiva. Le continue esplosioni, che da alcuni mesi rimbombano nella cava per l'escavazione della marna, allarmano i residenti della frazione di Squadre e, in generale, chi abita nella zona.

Anche perché le crepe lungo la strada provinciale 78, che collega Vigolo con Parzanica, si sono nuovamente allargate. Ragion per cui Legambiente ha dato mandato ai propri avvocati di preparare un nuovo esposto da depositare in Procura, per sapere chi è il responsabile delle autorizzazioni della ripresa completa delle attività.

«La minaccia della frana resta un incubo per tutto il lago d'Iseo – sottolinea una nota del circolo “Luciano Pajola” di Legambiente Basso Sebino -. Gli effetti di queste esplosioni si possono vedere sulla strada chiusa per Parzanica dove a pochi metri dalla frazione Squadre le crepe che il movimento franoso aveva provocato a febbraio scorso si sono allungate ed allargate di parecchi centimetri, facendole diventare voragini».

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Viste le condizioni in cui versa la strada provinciale e, soprattutto, i rischi per la popolazione connessi a un eventuale smottamento, Legambiente sostiene che dovrebbe essere sospesa ogni attività connessa al cementificio.

«Prudenza avrebbe voluto che, almeno, si aspettasse l'esito dei test di ottobre da parte dell’Università di Firenze, incaricata di redigere una valutazione tecnica indipendente – aggiunge l’associazione ambientalista -. Sono bastati invece i soli annunci di spesa di opere di stabilizzazione per riattivare a pieno ritmo tutte le attività. Tavernola è ancora presa d'assalto da oltre 250 camion al giorno che portano carbone da bruciare nel forno».

«La frammentazione delle competenze e i pareri contrastanti tra Ministero dell'Ambiente, Regione e Provincia – conclude Legambiente -, che dovrebbero avere come primo obiettivo la sicurezza dei cittadini e dell'ambiente, permettono a Italsacci di decidere solo in base ai suoi interessi. La comunità locale si trova quindi spaesata, impaurita e con forti disagi viabilistici, visto che la strada per Parzanica è sempre chiusa».