«snobbati dalle istituzioni»

Treno per Orio, Boccaleone critica l'arrivo del commissario: «Noi considerati "effetti collaterali"»

Il sindaco Gori aveva chiesto un incontro a Rfi con i residenti. Una promessa che a distanza di un mese «non è stata mantenuta»

Treno per Orio, Boccaleone critica l'arrivo del commissario: «Noi considerati "effetti collaterali"»
Attualità Bergamo, 21 Giugno 2021 ore 18:22

«Un progetto non può essere dettato solo dall’urgenza ed essere privo di lungimiranza. Una ferrovia resta e se è progettata male invade per sempre il territorio e la vita delle persone».

La nomina di Vera Fiorani, attuale amministratrice delegata di Rfi, a commissario straordinario per completare entro la scadenza del 2026 sia il treno per Orio al Serio, sia il raddoppio ferroviario della linea Ponte San Pietro-Montello, è stata accolta con più o meno favore da tutti, tranne che dagli abitanti di Boccaleone.

Un nutrito gruppo di residenti che, da sempre, denuncia i danni che provocherebbe al quartiere la costruzione del collegamento ferroviario tra l’aeroporto e la città, nel caso in cui il progetto attuale non venisse modificato.

Nel complesso il commissario unico si troverà a gestire circa 500 milioni di euro: 300 milioni per la ventina di chilometri tra Ponte e Montello e i restanti 170 milioni per i 5,3 chilometri tra Bergamo e lo scalo aeroportuale.

«Buona parte dei 170 milioni verrà utilizzata per costruire una nuova stazione a Orio – sottolinea il comitato di Boccaleone -. Non bastava una pensilina? Immaginiamo che questa stazione avrà in futuro un ruolo rilevante e quella in città sarà solo un punto di scambio intermodale. Allora, invece di vandalizzare un quartiere e la cintura verde di Bergamo, si può pensare ad un collegamento tra città e aeroporto più leggero e diretto come, per esempio, una Teb.  Oppure si può trovare una mediazione: tra una ferrovia interrata e una a raso, si potrebbe progettare un tracciato in trincea. Se si vuole, si può fare».

Cittadini tagliati fuori

Secondo i residenti quel che manca è la volontà politica, sia di Regione, sia di Palazzo Frizzoni, di sedersi a un tavolo e valutare concretamente le alternative proposte. Prova ne è che a distanza di circa un mese dalla manifestazione pacifica organizzata sotto al Municipio, il comitato stia ancora attendendo l’incontro richiesto dal sindaco Giorgio Gori a Rfi.

«Abbiamo letto che il sindaco Gori e la giunta in questi mesi si sono confrontati molto con Rfi per modificare alcuni punti del tracciato – osserva il comitato, denunciato la totale assenza di partecipazione democratica -. Però un’interlocuzione seria deve coinvolgere gli abitanti; Aspettiamo ancora l’incontro promesso, però vorremmo parlare con i progettisti, che sanno di misure, e non con chi si occupa di finanziamenti. Non vogliamo essere considerati come effetti collaterali».

«Nella visione di una rinascita delle periferie, tanto difesa anche da Renzo Piano a Bergamo, ci auguriamo ci siano ancora margini di discussione – concludono i residenti -. Bergamo sarà capitale della cultura on Brescia nel 2023; solo se si conosce la storia di un luogo si è disposti a difenderlo. Abbiamo un forte senso di appartenenza al quartiere e, come si dice, la nostra speranza di riuscire a tutelare uno storico bene comune è l’ultima a morire».