Attualità
Il confronto

Un anno fa tornavamo in zona rossa, ricordate? Oggi invece...

Il 27 ottobre 2020 in Lombardia morirono di Covid 58 persone. Il 27 ottobre 2021, cioè tre giorni fa, i decessi sono stati zero

Un anno fa tornavamo in zona rossa, ricordate? Oggi invece...
Attualità 30 Ottobre 2021 ore 09:11

di Paolo Aresi

Eravamo ormai in zona rossa, si chiudevano di nuovo i bar, venivano sospese le attività sportive, le scuole erano ormai in remoto, addio ai cinema, ai teatri... la ripartenza dell’estate era ormai naufragata. Era un anno fa. La gente ha la memoria corta, tanti di noi hanno già dimenticato il dolore del marzo e dell’aprile del 2020, e qualcuno addirittura sussurra, senza vergogna, che non fu poi così terribile come è stato scritto... è il famoso negazionismo, che ritroviamo in tanti campi che vanno dalla shoah al viaggio dell’uomo sulla Luna alle Torri Gemelle. È uno dei rigogliosi frutti dell’ignoranza, della scarsa coscienza.

Lo scorso anno annaspavamo di nuovo nell’incubo del Covid, la Bergamasca, bisogna dirlo, meno di altre province. Nei giorni che stanno arrivando, in zona rossa finivano Lombardia, Piemonte, Calabria e Valle d’Aosta. Ma tutto il Paese temeva di annegare. Ricordiamo alcune cifre, perché la memoria non ci può fare che bene. Cominciamo da un solo numero: il 26 di ottobre del 2020 il 16,7 per cento delle persone che facevano il tampone risultavano positive; oggi siamo allo 0,3 per cento. Un altro dato: il 27 ottobre del 2020 erano ricoverate in terapia intensiva negli ospedali lombardi 271 persone, oggi siamo a 49 ricoverati. Nei reparti ordinari i ricoveri erano un anno fa, in Lombardia, 2715, oggi sono 301. I numeri non sono opinioni, però sui numeri si può ragionare. Anzi, servono proprio per ragionare. Queste cifre ci dicono che la campagna di vaccinazione sta funzionando.

L’estate 2021 più o meno è andata come quella del 2020, con numeri analoghi. In estate di un anno fa, il virus aveva mollato la presa, sembrava scomparso. Qualcuno si illuse, non senza ragioni, che l’epidemia fosse passata. Ma poi, da metà settembre, qualcosa cominciò a cambiare, il numero di contagi iniziò ad alzarsi. Il virus non era morto, anzi, era pronto a colpire di nuovo. E sui giornali suonavano le sirene di allarme, le scuole chiudevano... Si invocava una cura efficace, si sperava nell’arrivo di un vaccino, si moltiplicavano le voci, i nostri medici più prestigiosi affermavano che un vaccino entro la fine dell’anno sarebbe stato un miracolo della ricerca scientifica... E i vaccini sono arrivati. Grazie a uno sforzo, anche economico da parte degli Stati, immane. I vaccini sono stati elaborati, realizzati, sperimentati. Avessimo avuto cinque anni di tempo li avremmo fatti senza dubbio più efficaci, più adattabili. Questi vaccini sono sicuramente migliorabili, ma è meglio andare alla guerra con un vecchio fucile piuttosto che con una fionda.

Sì, l’estate del 2020 era stata un’ottima estate, come quella che abbiamo appena passato. Ma ci presentammo all’autunno senza fucile e senza fionda. Ripartirono i contagi, i ricoveri, le morti. Diamo di nuovo la parola ai numeri: il 27 ottobre del 2020 ci furono in Lombardia 58 decessi, il 27 ottobre del 2021, l’altro ieri, mercoledì, i morti sono stati zero. Nessun morto.

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